Le motivazioni dell'ultimo stop: «Figura esterna possibile solo se non ci sono dipendenti in grado di occupare quel posto» VENEZIA - Essendo trascorso un anno dal primo stop alla nomina di Vittorio Sgarbi alla guida del Polo museale di Venezia, il ministero dei Beni culturali, prima di proporre nuovamente il critico ferrarese, «avrebbe avuto l'onere di promuovere e rinnovare la procedura selettiva rivolta al ruolo dirigenziale del ministero». È quanto sottolinea la Corte dei Conti nelle motivazioni dell'ultimo stop - il sesto - alla candidatura sostenuta dal ministro Sandro Bondi. «Per il Mibac una pagina bruttissima», commenta la Uil di settore. Che lancia un appello al prossimo ministro perché «non si lasci indurre in tentazioni e sia rispettoso delle regole e di quanto hanno stabilito la Corte dei Conti e il Ragioniere dello Stato». Nei dieci punti in cui si articolano le motivazioni che hanno portato alla ennesima bocciatura del provvedimento proposto dal ministero per affidare a Sgarbi la guida della soprintendenza veneziana, la Corte sottolinea tra l'altro un parere contrario espresso anche dalla Ragioneria centrale dello Stato. E ribadisce che secondo la legge, l'affidamento di un ruolo dirigenziale ad una figura esterna è possibile solo nel caso si tratti di «competenze non rinvenibili nei ruoli dell'amministrazione». Poi conclude ribadendo la necessità che il ministero della Cultura provveda a bandire una nuova selezione interna per verificare «la presenza o meno all'interno della propria struttura, di quella particolare e specifica professionalità ritenuta indispensabile per poter adeguatamente rispondere alle peculiari esigenze connesse al posto di funzione di cui si discute». Solo nel caso in cui quest'indagine si concludesse «con esito negativo», conclude la Corte, «sarebbe possibile per l'amministrazione procedere alla nomina di un esterno».