Dati preoccupanti dal rapporto sulla salute nella Valle voluto dalla Provincia Sono preoccupanti i dati del rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti nella Valle del Serchio eseguito dal dipartimento di statistica dell'Università di Firenze divulgato ieri dalla Provincia. È la posizione dei comitati, che sulla scorta dei numeri contenuti nel rapporto, ritengono «indispensabile che i sindaci della Valle si attivino in difesa della popolazione, recuperando il loro ruolo istituzionale di massimi responsabili della salute pubblica». «In particolare - continuano i comitati - i sindaci devono acquisire tutti gli elementi di valutazione e non ci si spiega la loro assenza alla presentazione dei dati a Palazzo Ducale. In quella sede avrebbero potuto conoscere e capire. Per offrire loro un'ulteriore occasione, organizzeremo presto incontri pubblici ai quali saranno presenti gli autori dello studio epidemiologico e invitati i sindaci. È necessario controllare il territorio, con centraline stabili di rilevamento della qualità dell'aria, con approfondite analisi del suolo e degli acquiferi, mettendo sotto stretto controllo le fonti emissive degli inquinanti responsabili delle patologie. È necessaria un'immediata moratoria su nuovi insediamenti inquinanti nella Valle, che necessita di una bonifica, non certo di un ulteriore aggravamento ambientale», è il grido dei comitati. I quali sottolineano anche che i dati più preoccupanti dell'indagine «inspiegabilmente non emergono dalla nota divulgata dalla Provincia. Nel dettaglio, rispetto alla media regionale, ecco i dati sulla mortalità: malattia coronarica uomini 20, donne 34; malattie respiratorie croniche uomini 22, donne 32; tumore del polmone e della mammella nelle donne 32 e 11. I dati relativi ai ricoveri nel periodo 2001-2006 confermano il quadro preoccupante. Si documenta una prevalenza di ricoverati in eccesso rispetto alla media regionale per la malattia coronarica (uomini 17; donne 22), per le malattie respiratorie croniche (uomini 51; donne 41), per l'insufficienza renale (uomini 67; donne 84), per il tumore polmonare (uomini 16; donne 42), per i linfomi non Hodgkin (uomini 11; donne 19). Vi sono poche malattie che mostrano minor frequenza rispetto alla media regionale. Si tratta della mortalità per tumore allo stomaco e al colon-retto, cui si aggiunge una minor prevalenza di ricoverati per traumatismi e accidenti». Anche per quanto riguarda la speranza di vita alla nascita, «non c'è nessuna convergenza verso la media regionale, tutti i nati mantengono lo svantaggio e addirittura nelle donne questo aumenta, a dispetto degli andamenti secolari di miglioramento della speranza di vita», concludono i comitati ambiente e salute.
LUCCA. I comitati strigliano i sindaci: Devono tutelare la salute della gente e fermare le centrali
La Provincia di Lucca ha pubblicato un rapporto sulla salute nella Valle del Serchio, che ha sollevato preoccupazioni tra i comitati locali. I dati mostrano una posizione preoccupante per la salute della popolazione, con una maggiore mortalità e ricoveri rispetto alla media regionale. I comitati chiedono ai sindaci della Valle di attivarsi per recuperare il loro ruolo istituzionale di massimi responsabili della salute pubblica. Sono necessarie misure per controllare il territorio, mettere sotto controllo le fonti emissive degli inquinanti e imporre una moratoria su nuovi insediamenti inquinanti. I comitati hanno anche criticato la Provincia per non aver condiviso tutti i dati del rapporto.
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