Ennesimo scontro tra Comune e Regione: accordo da trovare prima delle elezioni Lintesa con i privati è di ottobre ma da allora non è ancora diventata atto formale Leffetto è la paralisi per la fase operativa dei progetti In ritardo anche il lodo chiesto allAgenzia del territorio E al Pirellone si lavora per ottenere il cambio in extremis con una newco Non siamo ancora a metà del guado, ma poco ci manca. Da quando Milano ha conquistato lEsposizione, il 31 marzo 2008, sono passati tre anni: 1.084 giorni. Ne mancano 1.503 allinaugurazione nel 2015. E sul progetto pesano ancora le stesse incognite dellinizio: sugli investimenti (soprattutto gli importanti assegni futuri) è ancora buio e il milione di metri quadrati di Rho-Pero non è ancora formalmente di proprietà della società di gestione. È questo lostacolo che impedisce la messa in moto della "fase 2", quella operativa. Il sindaco-commissario è ancora lì: nella palude di un comodato duso con i privati che non riesce a portare a termine. Per essere sicura che la bomba non esploda troppo a ridosso delle urne, però, dovrà sminare prima il campo entro lappuntamento con il Bie fissato ad aprile. Manca meno di un mese. Il rischio maggiore è che limpasse faccia slittare la questione aree dopo il voto. È il timore di tutti, perché un rinvio potrebbe far precipitare la macchina organizzativa in un ritardo incolmabile. Entro fine aprile la società dovrà lanciare le prime gare per permettere alle ruspe, a luglio, di iniziare a ripulire il sito. Mancare lappuntamento farebbe saltare una tabella di marcia già strettissima. È questa la variabile (negativa) in più per Expo. Niente è cambiato rispetto al passato, se non i mesi a disposizione: sempre di meno. Ma ormai siamo troppo vicini alle elezioni per non mettere il 2015 sulla bilancia elettorale. Letizia Moratti non vorrebbe affrontare le polemiche in una campagna già difficile e ha un obiettivo: chiudere tutto il prima possibile. Ma, finora, non cè riuscita. Più passa il tempo, più il comodato non arriva in porto, più la soluzione della newco che acquisisca le aree riprende corpo. È la soluzione che da sempre prospetta Roberto Formigoni. E dellappoggio del governatore, il sindaco ha bisogno per non fare un tonfo al primo turno. Sono passati cinque mesi da quando Fondazione Fiera e gruppo Cabassi hanno assicurato la disponibilità delle aree. Eppure, per risolvere lo stallo, un mese fa i soci hanno deciso di ricorrere a un "arbitro". Dovrà essere lAgenzia del territorio a stabilire se i 160 milioni chiesti ai privati sono un contributo "equo" per bilanciare la possibilità di costruire un nuovo quartiere. Il Pirellone ha chiesto questa assicurazione per dare il via libera allaccordo di programma urbanistico. Un appuntamento è fissato per dopodomani, ma anche tra i soci cè il dubbio che lincontro sarà risolutivo. LAgenzia potrebbe avere bisogno di almeno unaltra settimana per tirare le delicate conclusioni finali. Se i 160 milioni saranno ritenuti insufficienti, la newco riprenderà il volo. Ma qualcuno teme anche un responso talmente aperto alle interpretazioni da rilanciare lo scontro tra Moratti e Formigoni. Il governatore non ha mai nascosto la preferenza per lacquisto dei terreni. A ottobre scorso (quando arrivò laccordo con i privati), il suo assenso sembrò una sfida alla Moratti: chiudi la partita a tuo modo, se ci riesci. Anche adesso, dietro le quinte, dalla Regione si assicura che tutto sarebbe pronto per il "piano salva-Expo": una società mista tra pubblico (che avrebbe il 51) e privati. Il consiglio regionale si è già espresso per la newco e il Pirellone sarebbe in grado di prendere subito in mano la partita (e il comando) del 2015. La vera domanda è: Letizia Moratti è pronta a un passo indietro per salvare la sua "creatura" e le elezioni? Neppure Formigoni vuole arrivare a uno scontro aperto a poche settimane dal voto ed è per questo che la partita dovrà chiudersi ad aprile. È vero: lei ha i poteri straordinari che le ha dato il governo. Potrebbe forzare e andare avanti da sola. Ma oggi, giurano in molti, non può rompere con il governatore. E gli elettori di Cl.