Una "piscina" vista mare e un "terrapieno" col timore che vengano trasformati in mini alloggi, una sentenza del Tar che dichiara le opere illegittime, un Comune che sembra non accorgersene, i progettisti dellintervento che sono consulenti dellamministrazione. Cè lincubo dellabuso edilizio intorno allesclusivo complesso di Arenella, sulla scogliera di Zoagli. Un pasticcio urbanistico e paesistico che rappresentano la cifra di tante operazioni immobiliari rivierasche. Il Tar: lavori illegittimi. I progettisti erano consulenti del Comune Una vasca vista mare e un "terrapieno" con tetto dardesia in uno dei luoghi più esclusivi della riviera. Il timore che un giorno si sarebbero trasformati in mini alloggi. Una sentenza del Tar che dichiara le opere illegittime. Il Comune, però, non se nera accorto. Aspetto curioso, visto che i geometri che le avevano progettate erano, allepoca, i consulenti dellamministrazione. Uno addirittura delledilizia privata. Certo, verrebbe da pensare che se ci fosse ancora lui, il misterioso nazista che subito dopo la guerra creò lesclusivo complesso di Arenella, certe cose non sarebbero successe. Invece, sulla sommità della scogliera che domina Zoagli va in scena uno di quei pasticci urbanistico, paesistico, amministrativo che rappresentano la cifra di tante operazioni immobiliari rivierasche, piccole in quanto a volumi ma enormi in quanto a valore economico. Località Arenella è un parco privato che si inerpica sulla collina di Zoagli, appena sopra il mare, ed è formato da numerose ville con piscina di proprietà di industriali e professionisti italiani e stranieri. Pietro Barile, agente immobiliare di Rapallo, possiede una fascia di terreno quasi sulla sommità. Nel 2010, con una semplice Dia (ossia la Dichiarazione di inizio attività, strumento urbanistico per lavori minori che non necessitano di approfondimenti e vengono autorizzati quasi in automatico) parte con un cantiere per la «realizzazione di una cisterna per raccolta acqua» e interventi di sistemazione che comportano un muretto e un terrapieno coperti da un tetto dardesia. Inoltre è previsto un mini impianto eolico, oggi guasto. Uno dei vicini confinanti, un industriale belga, ritiene i lavori troppo invasivi, addirittura teme che un giorno quella vasca, che ha una parete confinante con la scogliera, con la semplice apertura di una finestra si trasformi in una camera vista golfo e lo stesso accada per quello strano terrapieno che, anche per il Tar, con i suoi 3 metri e 22 centimetri, è fuori legge di oltre un metro e, più che ad un ricovero, assomiglia ad un vano abitabile. I giudici amministrativi sentenziano che per quelle opere non era sufficiente una Dia bensì era necessario un permesso a costruire, procedura assai più complicata e controllata. Tutto annullato e opere da demolire. Bocciato quindi il lavoro dei progettisti, i geometri dello studio tecnico di Rapallo Geotec: Germano Canessa, Paolo Ghigliotti e Cristiano Pugno. I quali, però, per tutto il 2010 fino al 28 febbraio 2011 (Ghigliotti rinnovato fino a giugno) erano consulenti del Comune di Zoagli. Pugno, in particolare, era incaricato di supportare lufficio edilizia privata. Il sindaco Rita Nichel (lista civica di centro destra): «Problema di opportunità? Mah? Non lo sapevo, anche perché delledilizia privata si occupa il consigliere Franco Rocca, ex sindaco e oggi consigliere regionale del Pdl. Comunque eravamo contrari a quellintervento tanto è vero che non ci siamo costituiti al Tar facendo risparmiare soldi al Comune». Allora i vostri uffici tecnici che non se ne sono accorti hanno lavorato male? «Non dico questo, anzi sono stati i nostri tecnici a dirci di lasciar perdere». Quindi i tecnici prima autorizzano la Dia e quando il Tar boccia il loro operato consigliano il sindaco di non ricorrere. Franco Rocca: «Non conoscevo questo aspetto. I geometri sono liberi professionisti che possono svolgere entrambe le mansioni a Zoagli purché siano corretti. E comunque la pratica non era di competenza mia ma se ne è occupato lufficio tecnico». Ecco allora Roberto Vignale capo dellarea tecnica: «Il geometra Pugno non si è mai interessato di quella pratica, ci mancherebbe. Quanto alla sentenza del Tar è un giudizio che non è ancora definitivo visto che Barile potrebbe ricorrere al Consiglio di Stato. La sindaco dice che intendeva bloccare quelloperazione? Lei non è un organo tecnico e io penso che il nostro operato sia stato corretto». Alla fine, a cercare di trovare un fronte unico nei vari pareri viene un po di vertigine, come quando si guarda in basso dalla punta della scogliera dellArenella.