Cancellieri: no alle tinte pasticciate, ma il maiale sotto i Servi è forse meglio? "Se avessi i soldi, manderei i vigili in strada ogni notte a dar la caccia ai writer" CARLO GULOTTA «HA RAGIONE la Soprintendente Di Francesco: certe "arlecchinate" fatte sui muri per cancellare i graffiti sono peggio delle scritte. Dobbiamo essere più cauti e raccordarci con gli esperti. Perché i palazzi del centro non sono tutti uguali. Ma una domanda, adesso, gliela faccio io. Ha visto quel maiale disegnato sotto il portico della chiesa dei Servi? Secondo lei, è meglio lasciarlo lì o cancellarlo, magari anche con una vernice di colore lievemente diverso dal precedente?». Il graffito di un porcello in Strada Maggiore, su una delle chiese più importanti della città, toglie il sonno al commissario Anna Maria Cancellieri, alle prese coi writer seriali, le bacchettate della direttrice dei Beni Culturali per via dei restauri sbagliati (palazzo Davia Bargellini e palazzo Hercolani) e il nuovo regolamento di polizia urbana che infligge ai graffitari multe fino a 500 euro, ma stenta a decollare. Quel graffito è il simbolo del paradosso Bologna: tanti palazzi storici, tantissime scritte, restauri complicati, nel senso che devono essere filologicamente corretti, ma contano su pochi soldi per realizzarli. «Laltro giorno ero a Torino per la festa dellUnità dItalia: a momenti mi mettevo a piangere - si lagna la Cancellieri -. Nemmeno un graffito sui muri, ed è così anche a Modena, o a Padova. Perché solo a Bologna? Ma non dite che quella contro i graffiti è una battaglia perduta: il nuovo regolamento ci aiuterà. Intanto, un writer labbiamo preso. E se lo ricorderà per un pezzo: dovrà pagare almeno 4mila euro di multa e ripulire dove ha sporcato. Io non li capisco, questi ragazzi. Abbiamo messo a disposizione alcuni luoghi dove possono esprimere la loro creatività senza far danni, ma non cè niente da fare. Insisteremo. Mi spiace, però, che il mio appello sui volontari anti-degrado sia rimasto quasi inascoltato. Francamente da Bologna, così incline alla lamentela, mi aspettavo maggior partecipazione». Bisogna insistere, dice la Cancellieri, che chiede la collaborazione dei cittadini, difende il nuovo regolamento e vorrebbe installare altre telecamere nel centro storico. «Il regolamento è uno strumento in cui credo e servirà a mettere un po dordine in una selva di norme e "normine" che si sono succedute negli anni, tanto che alla fine non si capiva più chi poteva o doveva intervenire. Quello delle risorse, però, è un problemone: se avessi i soldi, manderei i vigili in strada ogni notte a dar la caccia ai writer. E vero, le altre forze dellordine ci aiutano, e anche loro scontano la scarsità di risorse, ma in questo caso i controlli notturni sono a malapena sufficienti per garantire la sicurezza urbana». Insomma, con queste premesse cè il rischio che labbiano vinta i graffitari e che saremo costretti a tenerci il maiale sotto i portici dei Servi per un pezzo. «In un mondo ideale, e in una città storica, tutti i muri dovrebbero essere trattati come meritano - risponde la Cancellieri -, ma in certi casi, come questo, credo si debba intervenire immediatamente. Il rischio è limmobilità: un atteggiamento che non possiamo permetterci. Sarebbe una sconfitta. Noi continueremo a fare la nostra parte: lavoreremo a contatto ancor più stretto con la Soprintendenza, perché sono contrarissima alle "arlecchinate". Il problema è che le pulizie dei muri, se sono fatte bene, sono molto costose. In ogni caso applicheremo lordinanza. E poi bisogna cambiare atteggiamento: sono stufa di sentir trattare gli "imbrattamuri" come artisti incompresi o ragazzi che non capiscono quello che fanno. E una forma dindulgenza figlia di una cultura vecchia. E dannosa». Qualcuno sospetta che il Comune, col nuovo regolamento, andrà a dar la caccia ai poveri. «Questa è unassurdità, io non ci sto. E la città stessa non lo permetterebbe. Vogliono una Bologna più brutta? Chi verrà dopo di me potrà cambiare tutto».
BOLOGNA - "La battaglia dei graffiti non è ancora perduta"
La Soprintendente Di Francesco, Anna Maria Cancellieri, discute con Carlo Gulotta sui graffiti e i restauri dei palazzi storici a Bologna. Cancellieri sostiene che i graffiti sono un problema e che il nuovo regolamento di polizia urbana è necessario per combatterli. Gulotta, invece, sostiene che i graffiti sono una forma di espressione artistica e che il regolamento è troppo severo. Cancellieri afferma che il problema non è solo i graffiti, ma anche la scarsità di risorse per restaurare i palazzi storici. Gulotta suggerisce di mandare i vigili in strada a caccia dei graffiti, ma Cancellieri rifiuta questa idea.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo