A giorni lesito della controversa gara per il restauro Ledificio nel parco di Monza che un tempo ospitava sale da ballo e foresterie ha gli interni ormai ridotti a cumuli di macerie Cumuli di mattoni sul marmo guasto dei pavimenti. Quadri bucati o fatti a pezzi e arredi antichi ammassati sotto un mantello di polvere. Le immagini scattate allinterno delle parti chiuse al pubblico di Villa Reale, a Monza, documentano un degrado frutto di decenni di abbandono. Quelle che furono foresterie oggi sono discariche per oggetti un tempo di valore. Le fotografie documentano la condizione del secondo piano del corpo centrale della Villa - il cui contestato bando per il restauro sarà assegnato a giorni - e lala Nord, per cui un piano concreto di recupero ancora non esiste. Vangando fra corridoi e sale daspetto si attraversano porte divelte e si passa di fianco a divani sfondati. Accatastate lungo i muri riposano assi in legno guasto, quel che resta di mobili di pregio. Negli angoli sono ammassati i cocci degli oggetti duso quotidiano delle varie Corti: austriaca prima, napoleonica poi e infine sabauda. «La Villa è stata abbandonata dai Savoia con la morte di Umberto I, nel 1900, e oggi è in corso un serio intervento di recupero», dice Pietro Petraroia, direttore del consorzio Villa Reale e parco di Monza. Lente, presieduto dal sindaco leghista monzese Marco Mariani, ha come missione la cura della Villa. Ne fanno parte anche il ministero dei Beni Culturali, la Regione, la Camera di commercio di Monza e il Comune di Milano. Nel 2008, quando nacque il consorzio, lassessore milanese alla Casa Gianni Verga parlò di «una Villa Reale fiore allocchiello di Expo 2015». Al 2015 mancano quattro anni. Il piano di recupero ne durerà 20, salvo ritardi. Il punto centrale del progetto è il bando da 23 milioni di euro con cui Infrastrutture Lombarde, spa della Regione, affiderà il restauro del secondo piano del corpo centrale. «Lintervento, che interesserà anche una piccola parte dellala Nord, restituirà al pubblico la Villa, preservandone la destinazione museale», dice Petraroia. «La Villa sarà svenduta ai privati», rispondono gli oltre 10mila cittadini che hanno firmato un appello per fermare lappalto, fra cui Oliviero Toscani, Lella Costa, Natalia Aspesi e Stefano Boeri. Già domani si potrebbe conoscere la cordata di privati vincitrice, che avrà a disposizione per il restauro 19 milioni di euro pubblici e altri 6 dovrà metterli di propria tasca. E che avrà in concessione per 30 anni gli spazi nobili e le aree accessorie della Villa, compresi ristorante e book shop. Il canone sarà di 30mila euro per 9mila metri quadrati: 1,6 euro lanno al metro, cifra ha fatto gridare allo scandalo i 10mila di Internet. «La Villa va valorizzata - dicono - non regalata a un privato che spenderà soldi pubblici per il proprio vantaggio». Petraroia invita ad «accantonare le polemiche e vedere il bello della Villa, come le stanze di Umberto e Margherita, nellala Sud, visitabili il prossimo fine settimana dai soci Fai e da tutti il 10 e 17 aprile».