Sono tutti senza naso gli eroi del Risorgimento italiano esposti al Museo Pepoli La mostra «I Mai visti al Museo» propone i busti marmorei raffiguranti Cavour, Garibaldi, Vittorio Emanuele II, Umberto I e Vittorio Emanuele III provenienti dalla sala consiliare della Provincia Sono tutti senza naso i cinque busti marmorei esposti al Museo Pepoli nella mostra «Mai visti» organizzata nell'ambito delle manifestazioni per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. «Frutto di un gesto vandalico, compiuto non si sa da chi e non si sa quando», dice Daniela Scandariato, la storica dell'arte del museo che ha illustrato, durante l'inaugurazione, la storia dei cinque busti tirati fuori dai depositi del Pepoli in cui erano conservati dal 1952 all'atto della loro donazione. Esposti nella nuova sezione a piano terra dedicata al Risorgimento di fronte la bandiera del Lombardo, uno dei due bastimenti dello sbarco dei garibaldini a Marsala, sono i busti di Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Li ha eseguiti lo scultore ticinese Vincenzo Vela (1820-1891), operante a Torino, su commissione della Provincia di Trapani, appena dopo la sua istituzione, con delibera datata settembre 1861. La primitiva destinazione fu l'aula consiliare della Provincia che in quel tempo era insediata nell'aula magna dell'ex Collegio dei Gesuiti, alla Loggia, oggi sede del Liceo Classico Ximnes, dove i tre busti, eseguiti nel 1862, furono collocati l'anno successivo. Da lì furono spostati nel Palazzo della Provincia dopo la sua edificazione nel 1878. Gli altri due busti raffigurano Umberto I e Vittorio Emanuele III, successori del re galantuomo nella scala dinastica della famiglia Savoia e ultimi re d'Italia. Sono opera dei fratelli Croce, scultori di origine ericina, formatisi nella bottega del padre Pietro Croce e poi perfezionatisi a Roma. Il busto di Umberto I fu eseguito da Leonardo Croce, nato nel 1854, su commissione della Provincia, nel 1879, l'anno della successione del re al padre Vittorio Emanuele II, nel suo studio di Piazza del Popolo a Roma. Leonardo Croce è anche autore del monumento a Garibaldi in Piazza Marina. Il busto di Vittorio Emanuele III è opera del fratello Giuseppe, detto Peppino (1860-1943) ed è datato 1927. Peppino Croce, che operò più a lungo a Trapani, dove insegnò alla Scuola Arti e Mestieri, donò alla sua morte al Pepoli, la sua ricca collezione di disegni di antichi maestri tra cui il Guercino, raccolta durante i suoi soggiorni nella capitale d'Italia. Nella presentazione della mostra da direttrice del Museo, dottoressa Valeria Li Vigni, ha tenuto a precisare come la sua realizzazione sia stata effettuata in economia grazie alla sponsorizzazione dell'associazione «Amici del Museo Pepoli» e della ditta Santoro Marmi srl che ha predisposto le colonne in marmo di Custonaci su cui i busti sono stati montati per l'esposizione. Sostando davanti i volti sfregiati dei cinque busti in marmo di Carrara il ricordo va alla Pietà di Michelangelo presa a martellate da un folle e poi restaurata. Anche nel nostro caso esiste la concreta possibilità di eseguire un perfetto restauro filologico perchè gli scultori hanno fatto ricorso a fotografie ufficiali d'epoca utilizzate come modello ed inoltre perchè nel museo di Ligornetto (Canton Ticino), città natale dello scultore Vincenzo Vela, esistono i busti in gesso preparatori del Cavour, di Garibaldi e del primo re d'Italia. L'atto di donazione dei cinque busti nel corso del tempo è stato modificato ed essi oggi sono tornati ad essere di proprietà della Provincia di Trapani. Il museo li ha solo in custodia. Qualcuno un giorno ha detto che la ricerca archeologica in Italia può essere fatta anche nei depositi dei musei e la mostra «Mai visti»ne è una ulteriore conferma. 19032011
SICILIA - I cinque busti sfregiati dell'Unità
La mostra "Mai visti" al Museo Pepoli di Trapani esibisce cinque busti marmorei del Risorgimento italiano, esposti per la prima volta dopo un gesto vandalico. I busti sono di Cavour, Garibaldi, Vittorio Emanuele II, Umberto I e Vittorio Emanuele III. Sono stati eseguiti da Vincenzo Vela, scultore ticinese, e dai fratelli Croce. La mostra è stata realizzata grazie alla sponsorizzazione dell'associazione Amici del Museo Pepoli e della ditta Santoro Marmi srl. I busti sono stati restaurati utilizzando fotografie ufficiali d'epoca e preparatori in gesso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo