Il senatore leghista: «Quale bandiera vorrei vedere sventolare lassù? È una questione di priorità. Io sono prima friulano, poi padano, italiano e infine cittadino europeo, ma rispetto il parere di tutti» Il senatore della Lega Nord Mario Pittoni: ho avuto garanzie da Bondi che darà l'ok prima di lasciare il ministero Entro la fine dell'anno il castello di Udine dovrebbe diventare proprietà del Comune di Udine: lo assicura il senatore leghista Mario Pittoni, il quale si è fatto portavoce della richiesta del Comune che annualmente paga allo Stato 103 mila euro di affitto. Nel 1899, essendo allora una caserma, il castello fu infatti acquistato dallo Stata. Ora la possibilità del trasferimento del bene è più vicina. Un canone che dal 2007 è diventato, quindi, sicuramente oneroso per le casse comunali, anche perché si tratta di un bene simbolo della città, ma anche del Friuli. Il castello è stato, infatti, classificato e riconosciuto, con declaratoria del 6 novembre 1970, d'importante interesse artistico, storico e archeologico. Senatore Pittoni, il Comune di Udine attende che lo Stato dia il via libera per la concessione del castello. A che punto stanno le cose? «A buon punto. Il documento con la richiesta formale ha già le firme di Tondo e Honsell ed è già stato girato ai ministeri delle Finanze e dei Beni culturali, che mi hanno garantito l'appoggio. Mancava il parere della Paritetica per il passaggio delle consegne tra i due presidenti, ma a giorni dovrebbe arrivare anche quello». Quindi strada finalmente in discesa e, come dice lei, traguardo vicino? «Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) ho parlato con il ministro dimissionario Bondi, con cui avevo avviato la trattativa, il quale mi ha garantito che attiverà la procedura prima del passaggio delle consegne al nuovo ministro». Infine, che cosa servirà? «Serve un decreto legislativo: sulla base di questo si potrà decidere». Può fare una previsione sui tempi? «Credo che entro la fine di quest'anno l'operazione potrebbe andare in porto». Una volta tanto si potrà dire che lei è stato "alleato" del sindaco Honsell. «In realtà quest' "operazione" la stavo studiando dall'inizio della legislatura, ma sono abituato a uscire allo scoperto a cose avviate. Nel frattempo c'era stata la lettera del sindaco al presidente della Repubblica. Ma è vero che sul progetto concordiamo». Adesso lei sogna di vedere sventolare sul castello di Udine la bandiera padana? «Mi piacerebbe vedere sventolare tutte le bandiere». Scusi, tutte quali? «Io ho un mio ordine di priorità. Mi sento prima friulano, poi padano, poi italiano e infine cittadino europeo. Rispetto, comunque, la sensibilità di chi avesse un ordine di priorità diverso dal mio». L'altro ieri pero non si è presentato in Parlamento per commemorare i 150 anni dell'Unità d'Italia. «Stavo lavorando all'emergenza dei precari, che riguarda decine di migliaia di persone, di cui duemila insegnanti nella nostra regione, che stanno rischiando il posto se non ci sarà un decreto legislativo». Un impegno sicuramente, ma anche un'ottima scusa.. «Lo ribadisco: era un'emergenza». Ma se quell'emergenza non ci fosse stata, sarebbe andato in aula? «Sull'argomento rispetto tutte le sensibilità. Ritengo però che il momento per festeggiare sarà quando tutte le realtà presenti sul territorio saranno rispettate sia sotto il profilo culturale sia sotto quello economico. A questo risultato arriveremo quando sarà compiuta la riforma federalista. Dunque, adesso un po' presto per festeggiare». Prima friulano, poi padano, ha detto. Ma la Padania rispetterebbe il Friuli? «Certo, perché dice questo?». Così, pensavo ai progetti egemoni di ogni mini-Stato. «La Padania è un contenitore di una serie di realtà che hanno una loro omogeneità a livello culturale ed economico. Omogeneità che è difficilmente riscontrabile a livello nazionale. Un meccanismo federale può aiutare questo processo come avviene in Svizzera». D'accordo, ma in Svizzera vanno orgogliosi della bandiera nazionale... «Anch'io lo sono della mia, ma punto alle priorità a cui facevo riferimento prima».
Udine. Entro l'anno il castello sarà del Comune
Il senatore leghista Mario Pittoni ha espresso la sua posizione sull'acquisto del castello di Udine dal Comune di Udine. Il castello, classificato come bene di interesse artistico, storico e archeologico, è stato pagato dallo Stato dal 2007. Pittoni ha affermato di essere "prima friulano, poi padano, italiano e infine cittadino europeo" e ha espresso la sua intenzione di vedere sventolare la bandiera padana sul castello. Ha anche affermato che la riforma federalista è necessaria per rispettare le realtà culturali e economiche del Friuli e della Padania.
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