Tra San Giorgio e Torre del Greco i palazzi della nobiltà borbonica traditi da burocrazia e indifferenza PORTICI. Sono decine le ville del Miglio d'oro che versano in uno stato di totale incuria e abbandono. A quarantotto ore di distanza, la sensazione è che il crollo di villa Lancellotti sia un campanello d'allarme per molte delle 122 dimore storiche dislocate lungo il territorio vesuviano compreso tra San Giorgio a Cremano e Torre Del Greco. Villa d'Elboeuf rappresenta ad esempio, il simbolo del decadimento e della mancata volontà di restituire alla popolazione un patrimonio inestimabile. Costruita ne1 1711 da Emanuele Maurizio di Lorena, principe d'Elboeuf e nipote di Carlo VI, villa D' Elboeuf rappresenta uno dei capolavori di Ferdinando Sanfelice e, grazie alla sua posizione geografica che la colloca a ridosso del golfo di Napoli, una delle ville più prestigiose. Nel novembre scorso fu messa all'asta per poco più di 8 milioni di euro: nessun ente né alcun privato avanzò offerte. Non lontano si trova palazzo Mascabruno, acquistato da re Carlo di Borbone per realizzare le «Regie Scuderie». Dopo lo sgombero forzato delle trenta famiglie che vivevano da anni al suo interno senza alcuna autorizzazione, il Comune ha annunciato l'intenzione di realizzare un galoppatoio con i fondi del Più Europa. Proseguendo lungo corso Resina, in direzione di Torre Del Greco, si erge maestosa villa Favorita. Ricostruita dopo la demolizione del complesso originario da Ferdinando Fuga nel 1768, fu donata a Ferdinando IV di Borbone prima e, dopo la sua morte, alla moglie Maria Carolina d'Austria. Lo scorso anno, grazie ai fondi europei e al programma Urban Herculaneum, si conclusero gli interventi di ripristino delle antiche scuderie. Ma il corpo versa in uno stato di totale abbandono. A Torre Del Greco, in località Santa Maria La Bruna, invece, la Masseria Donna Chiara. Fatta edificare nel XVIII secolo, porta lo stesso nome della figlia del mercante Carlo Invitti che nei primi anni del 1900 sposò don Flavio Gurgo del Regio Consiglio di Santa Chiara di Napoli. Attualmente versa in condizioni di degrado. Dall'altra parte del Miglio d'oro, precisamente a San Giorgio a Cremano, si trova villa Pignatelli. Costruita per volere dalla principessa Emanuela Caracciolo Pignatelli, marchesa di Paglieta e duchessa di Montecalvo. Nel 1835 fu riacquistata dalla famiglia Pignatelli di Montecalvo, infine alla fine dell'ottocento la proprietà fu divisa tra i due fratelli. Attualmente vivono 18 famiglie e qualsiasi riferimento all'antico splendore è scomparso. Il pavimento di maioliche della cappella gentilizia dedicata alla Madonna Immacolata, ad esempio, viene utilizzata per parcheggiare le auto. Gli accertamenti I primi detriti hanno ferito al braccio uno studente C'è anche un ferito nel crollo di villa Lancellotti. Si tratta di un 17enne colpito all'avambraccio da un masso caduto qualche istante prima che si verificasse il primo cedimento. «Una frazione di secondo ancora - dice il padre del ragazzo, Giancarlo Brugnano - e mio figlio sarebbe stato letteralmente travolto dalle macerie». Il 17enne è riuscito a ripararsi all'interno di un fabbricato vicino e qualche minuto dopo è stato soccorso e medicato da un residente della zona e, successivamente, dai medici del 118 giunti con un'ambulanza. La notizia del ferimento è trapelata solo ieri. A rendersi conto di quello che era accaduto sono state solo le due persone che qualche minuto dopo hanno soccorso il giovane malcapitato: «Abbiamo avuto tanta paura - racconta Brugnano - quando mi hanno avvertito dell'accaduto credevo che si fosse semplicemente staccato un cornicione da uno stabile. Ma giunto sul luogo, davanti a quelle macerie, ho avuto la consapevolezza che mio figlio fosse stato miracolato».
Portici. Ecco il Miglio dell'abbandono decine di dimore a rischio crollo
A San Giorgio e Torre del Greco, in Campania, si trovano decine di ville della nobiltà borbonica che sono state tradite da burocrazia e indifferenza. Tra queste, villa Lancellotti, che è stata messa all'asta per poco più di 8 milioni di euro, ma nessun ente o privato ha avanzato offerte. Altre ville, come palazzo Mascabruno e villa Favorita, sono state acquistate da famiglie nobili e sono state abbandonate. La villa Favorita, ad esempio, è stata restaurata grazie ai fondi europei, ma il corpo è ancora in uno stato di totale abbandono.
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