A prevedere l'ingresso dei privati nei musei è stata la legge Ronchey del '93, che però ha iniziato a : funzionare te anni dopo. Ai privati veniva data la possibilità di avere in concessione i servizi aggiuntivi dei musei: librerie, caffetterie, servizi di.prenotazione, di biglietteria, di visite guidate, di guardaroba. Oggi i concessionari sono 27, di cui 12 ristoratori, 9 concessionari di servizi, 6 editori. B n Codice. Il Codice dei beni culturali ha riordinato la materia. L'articolo 115 è dedicato alle forme di gestione dei beni culturali, tra le quali è contemplata la concessione a terzi. Novità rilevante è che possono essere dati in concessione non solo i servizi del museo, ma anche lo stesso museo, fermo restando che il controllo e la tutela delle opere d'arte rimane dello Stato, L'articolo 117 elenca i servizi aggiuntivi che possono essere affidati all'esternosecondo le . modalità-di gestione previste dall'articolo 115 Dodici concessioni scadute o in scadenza nel corso di quest'anno, undici nel 2005, 22 nel biennio successivo. Da qui al 2007, dunque, per buona parte dei servizi museali si tratterà di confermare o cambiare gestore. Non sarà però almeno per le concessioni già scadute o per quelle prossime al termine un normale avvicendamento. Alcuni gestori hanno già abbandonato il campo perché le condizioni non consentono di continuare il lavoro. II caso più emblematico è quello dei francesi della Reunion des musèes nationaux (Rmn), che quest'anno hanno lasciato la Galleria nazionale d'arte moderna di Roma perché, dopo otto anni, non si riusciva a far quadrare i conti. Complici le condizioni previste dall'appalto. Il tavolo di confronto. Ma tutto è fermo perché al ministero stanno valutando il da farsi. Una novità, però, c'è: è stato istituito un tavolo di lavoro con i concessionari, che da tempo bussavano alla porta di via del Collegio Romano chiedendo di essere ascoltati. «Alla fine ce l'abbiamo fatta afferma Patrizia Asproni, presidente di Confcultura, che riunisce parte dei concessionari dei servizi aggiuntivi . Abbiamo iniziato a discutere dei nostri problemi con il capo di gabinetto, Squitie-ri, il responsabile dell'ufficio legislativo, Torsello, e il direttore generale, Serio. Ci conforta aver trovato molta disponibilità, perché i problemi da risolvere sono diversi». Le richieste. L'obiettivo di Confcultura è di arrivare a un nuovo regolamento sulla concessione dei servizi museali, in cui far confluire le modifiche necessarie all'attuale sistema, anche alla luce del nuovo Codice dei beni culturali. La prima questione da chiarire spiegano a Confcultura è la disciplina da applicare alla gestione dei servizi aggiuntivi. Finora si faceva riferimento alla legge Ronchey, come integrata dal Testo unico 490 del '99, il quale aveva previsto che le concessioni avessero durata quadriennale e potessero essere rinnovate per non più di due volte. Poiché il Testo unico è stato abrogato dal Codice, si tratta di capire quale regime si deve applicare al rinnovo delle concessioni. Altra richiesta riguarda la creazione di un Albo o l'istituzione di un sistema di certificazione per le imprese che concorrono alle gare per i servizi aggiuntivi, in modo da garantire un livello uniforme di qualità delle prestazioni. Sul versante più strettamente economico, Confcultura chiede al ministero di rivedere l'aggio per le biglietterie. Attualmente, i concessionari devono versare ogni anno allo Stato un corrispettivo non inferiore all'85 degli introiti per la biglietteria, calcolato sugli incassi dell'anno precedente. Rinunciando solo al 15 degli introiti, il ministero spiega Confucultura risparmia tra i 100mila e i 200mila euro all'anno per il personale, tra i 30mila e gli 80mila per gli arredi e le attrezzature e 0,10 euro per la carta di ogni biglietto. La proposta è che per i musei con meno di l00mila visitatori, l'aggio sul servizio di biglietteria non superi il 50 degli incassi, sia per le nuove concessioni che per quelle già attive. Ultima richiesta è quella di introdurre a favore dei concessionari un diritto di prelazione nel caso di scelta del socio privato di minoranza delle società miste, partecipate dalla pubblica amministrazione.
Le modalità di gestione dei beni culturali previste dalla Ronchey e innovate dal Codice - Lo Stato riduca la quota sui biglietti
La legge Ronchey del 1993 ha previsto la concessione dei servizi aggiuntivi ai musei, come librerie, caffetterie e servizi di biglietteria. Oggi ci sono 27 concessionari, di cui 12 ristoratori, 9 concessionari di servizi e 6 editori. Il Codice dei beni culturali ha riordinato la materia e ha introdotto nuove forme di gestione dei beni culturali, tra cui la concessione a terzi. I concessionari possono essere dati in concessione non solo i servizi del museo, ma anche lo stesso museo. Tuttavia, il controllo e la tutela delle opere d'arte rimane dello Stato. Il ministero sta valutando il da farsi riguardo alle concessioni scadute o in scadenza.
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