Francesco Giro, Sottosegretario ai Beni Culturali, stima in 150 milioni di Euro i fondi per assicurare le necessarie cure al patrimonio monumentale della Capitale. In una lunga intervista concessa al nostro giornale parla anche dei progetti per la Domus Aurea, che porterebbero, tolto una gigantesco terrapieno, alla scoperta degli appartamenti dell'Imperatore e dell'Imperatrice. Giro, poi, ribadisce come i soldi destinati al patrimonio debbano essere spesi al meglio e senza sperperi. Il sottosegretario Giro ieri a Palazzo Valentini appariva visibilmente soddisfatto: "proprio nel giorno della celebrazione del 150 anniversario dell'Unita d'Italia ha detto - abbiamo visto tornare in patria la Venere di Morgantina, capolavoro del V secolo a. C., rinvenuta in Sicilia negli anni '80 nel corso di uno scavo clandestino e poi esposta nel Paul Getty Museum". Onorevole, qual è l'azione che sta portando avanti per il recupero, il mantenimento e la salvaguardia dei monumenti di Roma? Abbiamo a disposizione delle esperienze straordinarie, quelle dei sovrintendenti archeologici, architettonici e del paesaggio. Il nostro progetto consiste nel coinvolgerli sempre di più. Sono tre le categorie fortemente impegnate per la tutela del nostro patrimonio culturale. Perciò è necessario dare più risorse ai sovrintendenti, che hanno bisogno di essere sostenuti: per questo motivo abbiamo chiesto al ministro Tremonti 150 milioni di euro. In questo modo si fa tutela, spendendo però bene le nostre risorse, sostenendo i progetti di qualità che i nostri sovrintendenti stanno mettendo in campo in tutte le grandi città d'arte e in molti centri minori dove il patrimonio storico artistico è enorme. I nostri sovrintendenti fanno opera di tutela tutti i giorni, conservando, restaurando e valorizzando anche con mostre finalizzate ad avvicinare il pubblico. Definisco quella che stiamo facendo una grande operazione di manutenzione, a cui partecipano sovrintendenti, architetti, archeologi, ma anche attraverso le ditte fatte di geometri, di tecnici, di operai, falegnami, fabbri: migliaia e migliaia di persone sono coinvolte. Lei ha sempre avuto a cuore la salvaguardia della Domus Aurea. Come procedono i lavori per una sua totale fruizione? Per la Domus Aurea abbiamo in campo un progetto molto ambizioso. Costo complessivo: 45 milioni di euro divisi in tre fasi. La prima prevede l'eliminazione graduale dell'attuale terrapieno di 5-7 metri che preme sulla Domus Aurea e che deve essere ridotto a pochi centimetri. Poi è in programma la realizzazione di una copertura di materiali speciali, sulla quale poi stendere il manto erboso. Dopo il disseppellimento, renderemo visibile il secondo piano, attualmente interrato, compresi gli appartamenti dell'Imperatrice e dell'Imperatore. Quali azioni sono necessarie per un effettivo tutela dei monumenti dalle azioni di possibili vandali? Soltanto per mezzo di una intesa stretta con il comune di Roma, spesso difficile da ottenere, noi possiamo mettere in atto un efficace vigilanza. La nostra richiesta al Comune consiste nell'utilizzazione della polizia municipale e nell'istallazione delle telecamere. Le nostre grandi città d'arte hanno bisogno oltremodo di essere vigilate attraverso un controllo costante Alcuni Comuni sono più sensibili, altri meno. Dovrebbe essere un lavoro condiviso. Ad esempio abbiamo sottoscritto con Renzi, sindaco di Firenze, una accordo che ha creato non poco malumore anche nella nostra struttura: condividere alcuni fondi per progetti di qualità. Siamo disponibili a dare parte dei fondi che incassiamo nei poli museali, anche per la vigilanza dei siti, per la lotta all'abusivismo e al degrado. Ma si deve trattare di progetti certi, percepibili, visibili che danno adeguati risultati. Come giudica il suo rapporto instaurato in questi anni con il ministro Bondi? Ottimo, siamo amici da vent'anni. E' un eccellente ministro che ha fatto grandi riforme di cui non si parla mai, come la riforma sulla lirica e quella sui servizi aggiuntivi. In passato abbiamo speso molto per la lirica, ma i fondi sono stati spesso utilizzati molto male. Ora vogliamo costringere le fondazioni a essere più virtuose nella gestione. Non dimentichiamo poi la riforma sul cinema che sta per essere approvata. Per quanto riguarda questo settore, dico basta ai fondi dati a registi noti e stranoti, che non hanno bisogno di soldi. Investiamo invece sui giovani alla prima o alla seconda esperienza. A tutto questo è da aggiungere il riordino dei finanziamenti per istituti e fondazioni culturali: tutto un movimento riformatore al quale però servono anche delle risorse per gestire bene il periodo di transizione. Grazie proprio a queste oculate riforme, le risorse potranno essere risparmiate. Il ministro Tremonti ha promesso più fondi per la cultura. Ci possiamo credere? Io spero di sì, sono fiducioso.