Ho apprezzato le opinioni espresse nella lettera e nella risposta sul nucleare, apparsa nella rubrica «Specchio veronese» del 16 scorso, tuttavia vorrei aggiungere un paio di considerazioni sulla natura e sul problema energetico. Contrariamente all'idea comune la natura non è né madre né matrigna, è semplicemente la natura, miracolo continuo che tende all'equilibrio. Negli eventi che ultimamente sconvolgono l'opinione pubblica mondiale non ravviso alcun intento vendicativo né aspetto mostruoso perché sono eventi del tutto naturali. Ciò che li rende distruttivi è la presunzione umana di poter agire al di sopra del sistema naturale in cui vive, costruendo centrali nucleari in aree fortemente a rischio, cementificando territori sempre più ampi, in generale non riequilibrando gli interventi nell'ambiente ma ferendolo continuamente. Anche eventi come le piene dei fiumi che un paio di millenni fa erano attesi come segni benefici delle divinità, ai giorni nostri si trasformano in esondazioni, innondazioni che provocano danni incalcolabili. I governi ed i potenti ci raccontano che serve costruire per aumentare il Pil e di conseguenza servirà sempre più energia, quindi non si potrà fare a meno del nucleare perché prima o poi i combustibili fossili finiranno. La realtà è che si vogliono costruire le centrali nucleari con i soldi dei cittadinisudditi affinché le società di costruzioni ed energetiche private aumentino i loro profitti, a scapito della sicurezza e salute di tutti. La produzione di energia è di pubblica utilità e non dovrebbe essere soggetta alla logica del profitto; perché infatti l'Italia importa energia dalla Francia se non per il profitto dei privati? I loro reattori nucleari producono continuamente energia, anche in assenza di domanda, e talvolta devono quindi svenderla; qualche cittadinoazienda ha mai ricevuto uno sconto sul prezzo dell'energia quando queste importazioni a basso costo hanno luogo? Michele Ambrosi VERONA
ENERGIA Pubblica utilità da tutelare
Il testo è una lettera di un cittadino veronese, Michele Ambrosi, che risponde a un articolo sulla rubrica Specchio veronese. Michele critica l'idea che la natura sia madre o matrigna e sostiene che gli eventi naturali come le inondazioni sono causati dalla presunzione umana di poter agire al di sopra del sistema naturale. Egli critica anche la costruzione di centrali nucleari e sostiene che la produzione di energia è di pubblica utilità e non dovrebbe essere soggetta alla logica del profitto. Michele sostiene che la costruzione di centrali nucleari è motivata dal desiderio di aumentare i profitti delle società private, a scapito della sicurezza e salute dei cittadini.
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