Al Dopolavoro, oltre agli appartamenti verranno realizzati 27 posti auto a servizio di case e attività Negozi, locali e uffici all'ex Nazionale Previsto un secondo lotto di lavori per il complesso di piazzale Verdi Negozi, uffici e forse un ristorante di prestigio. O un franchising di lusso, uno showroom da 200 o 300 metri quadri. Parte da qui la riqualificazione dell'ex cinema Nazionale, oggi di proprietà della società pubblico-privata, "Quadrifoglio Genova spa" che ha appena avviato la ristrutturazione dell'ex Dopolavoro della Manifattura tabacchi, interno allo stesso complesso storico. Lunedì, infatti, è stato dato l'avvio ai lavori per realizzare, al posto dell'ex Dopolavoro, 13 appartamenti di prestigio, da 80 a 120 metri quadri, serviti da parcheggio privato e anche da giardino interno. Questo intervento da circa 2,4 milioni di euro, però, è solo il primo lotto del recupero complessivo del blocco storico che comprendeva anche il cinema Nazionale, appunto, e un asilo nido. La progettazione per la riqualificazione di queste strutture è già stata affidata allo studio 2P di Lucca (degli architetti Lorenzo Pieri e Franco Puccetti), ma la Quadrifoglio Genova spa non si lancia in previsioni sull'avvio dei lavori. Conferma, però, che i primi 13 appartamenti dovranno essere pronti a settembre del prossimo anno. E che non saranno gli unici. Anche nella parte dell'ex cinema, infatti, sono previste altre abitazioni. IL DOPOLAVORO Riguarda, appunto, l'ex Dopolavoro della Manifattura che sarà trasformato in 13 appartamenti di pregio: quelli a piano terra saranno anche dotati di un piccolo giardino privato. Inoltre sono previsti anche 27 posti auto a servizio sia degli appartamenti in costruzione, sia di quelli che verranno realizzati e anche delle future attività commerciali previste con il secondo lotto dei lavori. «Tutti gli appartamenti - conferma Riccardo Pezzi, dell'ufficio commerciale di Quadrifoglio Genova spa - saranno dotati di tutti i servizi messi a disposizione dalla tecnologia attuale. Oltre all'aria condizionata e all'ascensore (del palazzo), le abitazioni saranno dotate di impianto satellitare e di pavimento radiante per il riscaldamento (in sostanza, il calore salirà dal pavimento). Sarà, quindi, un edificio che guarda anche al risparmio energetico, senza però stravolgere l'impianto originario del complesso: l'intervento in corso, infatti, è di restauro conservativo». Non a caso è stato affidato (tramite una gara) a un'impresa - la Cacciati srl (della provincia di Biella) - specializzata nel settore. L'EX CINEMA E IL NIDO Si tratta di una ristrutturazione anche più impegnativa di quella in corso. E non solo per questioni architettoniche. Con la trasformazione dell'ex cinema Nazionale e dell'asilo nido, infatti, la società punta anche ad avviare una riqualificazione della zona sud-ovest della città. Dove, fra l'altro, è previsto anche il restauro dell'ex Manifattura Tabacchi e di piazzale Verdi, con lavori finanziati (al 60) dall'Unione europea attraverso il Piuss. Anche per il recupero dell'ex cinema Nazionale era stata presentata a suo tempo una manifestazione di interesse e una richiesta di inserimento nel Piuss (il piano di riqualificazione sostenibile del centro storico), ma il progetto era stato escluso dall'operazione, pur riconoscendone la validità. La Quadrifoglio Genova spa, però, è andata lo stesso avanti con il recupero del complesso, suddividendo l'intervento in due lotti, il primo già avviato e il secondo in fase di progettazione. «Anche se il progetto è ancora in fase di definizione - riprende Pezzi - sappiamo già che realizzeremo appartamenti, uffici e, a piano terra, negozi e forse anche un ristorante. Dobbiamo valutare anche se realizzare un locale oppure se privilegiare la realizzazione di un negozio di marca, di una superficie importante, fino a 300 metri quadri). Su questo stiamo ancora ragionando». Certo è, però - secondo Pezzi - che questo intervento farà bene anche alla zona, in particolare «a corso Vittorio Emanuele e di, riflesso, anche a via San Paolino e a tutto il quartiere. Anche in questo caso, fra l'altro, effettueremo un restauro conservativo preservando, in primo luogo, le facciate storiche». Come ha imposto anche la Sovrintendenza. La proposta del presidente del cineforum Ezechiele per evitare la chiusura di sale nel centro storico Il multiplex? Dentro la ex Manifattura Tabacchi NICOLA NUCCI LUCCA. L'avvento di una multisala è ineluttabile, ma situarla in periferia potrebbe essere un altro duro colpo per la vita del centro storico. Così la pensa il cineforum Ezechiele, attivo da 13 anni, con oltre 1500 soci, 94 film proiettati e collaborazioni con vari enti e associazioni, Provincia compresa. Il suo presidente Massimiliano Dotto sollecita una riflessione ad ampio raggio. «Bisogna essere realisti - dice - la multisala è una tendenza inarrestabile nelle logiche di distribuzione cinematografica ed è richiesta da una larga fetta di pubblico. Sicuramente Lucca sconta la mancanza di almeno un paio di cinema che nel corso degli anni, per svariati motivi, hanno cessato l'attività. Siamo tuttavia convinti la multisala non si possa considerare solo un esercizio commerciale: la sua apertura, il suo dimensionamento e la sua collocazione hanno effetti collaterali. Per cui sia la politica che le associazioni di categoria dovrebbero interrogarsi su questo». Per Dotto, ad esempio, una buona soluzione potrebbe essere «la creazione di una multisala con 5-6 schermi presso la ex Manifattura Tabacchi, simile l'Odeon di Pisa. Dal momento che la proprietà dell'immobile è del Comune potrebbe essere messo un vincolo di destinazione affinchè una delle sale (150-200 posti) venga data in gestione alle associazioni che promuovono il cinema d'essai: Ezechiele, Circolo del CInema, Lucca Film Festival. Una sinergia tra questi soggetti sarebbe una bella opportunità per la città e una sala come questa avrebbe un grande successo, salvaguarderebbe tutti gli interessi e sarebbe più che compatibile col tessuto della città». Il cineforum Ezechiele - assicura Dotto - è più «che disponibili a confrontarsi con il Comune, la Provincia e tutte le associazioni che hanno a cuore la cultura cinematografica lucchese. Se Ezechiele non sopravvivesse al multiplex dove troverebbero ospitalità le numerose associazioni e enti? Quale luogo si avrebbe per una diffusione di una cultura cinematografica, diversa dallo spettacolo cinematografico, che può anche interessare poche persone ma è comunque una nicchia di patrimonio culturale da non disperdere. Quale visione di città si ha? Perchè è chiaro che una volta che un cinema chiude in centro, poi è molto difficile tornare indietro». Del resto, fra presente Dotto, è «ormai assodato che ove vengono aperte multisale, soprattutto in periferia, le sale tradizionali vanno in sofferenza, sino a chiudere. Una sua collocazione nell'immediata periferia di Lucca è probabile che porterebbe alla chiusura di uno o più sale e un ulteriore impoverimento del centro storico». L'intervento è effettuato da una spa mista partecipata da Fintecna LUCCA. Parte circa 5 anni fa, l'operazione di recupero del complesso fra piazzale Verdi, via Vittorio Emanuele e via del Crocifisso, che comprende l'ex cinema Nazionale, un nido dismesso e l'ex Dopolavoro della Manifattura Tabacchi. A luglio 2006, infatti, Fintecna - società partecipata al 100 dal ministero del Tesoro - pubblica un invito a presentare manifestazioni di interesse per l'acquisto di patrimonio che lo Stato vuole mettere in vendita. Nell'elenco, c'è anche il complesso dell'ex cinema Nazionale. Alla fine, la struttura è diventata di proprietà di una società mista, pubblico-privata, partecipata al 50 dalla stessa Fintecna e al 50 dal cotonificio Deferrari spa di Genova: la Quadrifoglio Genova spa è stata costituita appositamente per questa operazione immobiliare.
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Ilaria Bonuccelli
Il Tirreno
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