Il tracciato interessa 19 comuni. Si mobilita il fronte del no ma Snam rassicura sul rischio sismico PESCARA - Il metanodotto della Snam che dovrebbe attraversare il territorio di diciotto comuni della provincia dell'Aquila e di uno del Pescarese è al centro di aspre polemiche da parte di comitati civici, di associazioni ambientaliste e anche di esponenti politici con un'unica motivazione. Si tratta di zone altamente sismiche e quindi inadatte alla installazione delle grandi condotte destinate a trasportare gas. Il fronte dei no ha ripreso vigore dopo che, i ministri all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e ai Beni culturali, Sandro Bondi, hanno firmato il decreto che autorizza il passaggio del metanodotto nel tratto Sulmona-Foligno e la realizzazione di una centrale di compressione nella città di Ovidio. Una vittoria della Snam che i comitati civici dei paesi interessati intendono contrastare con la presentazione di vari ricorsi al Tar. In ogni caso sarà battaglia nel consiglio regionale del 22 marzo quando si discuterà una proposta di legge, presentata dal centrosinistra, ma condivisa anche da parte del centrodestra, con cui si chiede alla Regione di pronunciarsi contro il metanodotto almeno secondo il tracciato preventivato. Si preannuncia una seduta calda anche perché all'Emiciclo arriveranno rappresentanti dei comitati di protesta, soprattutto quello di Sulmona che prefigura grossi rischi possibili in caso di terremoto per la tenuta dell'impianto di compressione alle porte della città. Dal canto suo, Snam sostiene che non esistono rischi di alcun genere e che l'impianto è stato progettato per resistere a eventuali terremoti. Snam parla di vantaggi per la popolazione che potrà usufruire di una maggiore disponibilità e di un più rapido approvvigionamento di metano. Il metanodotto ha una lunghezza complessiva di 691 chilometri da Massafra (Taranto) a Minerbio (Bologna), divisa in cinque tratti: Massafra-Brindisi (196 chilometri); Biccari-Campobasso (71): Sulmona-Foligno (168); Foligno-Sestino (114); Sestino-Minerbio (143). I Comuni della provincia dell'Aquila che verrebbero attraversati dal metanodotto sono Montereale, Cagnano Amiterno, Barete, Pizzoli, L'Aquila, Barisciano, Poggio Picenze, San Demetro né Vestini, San Pio delle Camere, Prata d'Ansidonia, Navelli, Collepietro, Corfinio, Roccacasale, Pratola Peligna, Sulmona e Pacentro. In provincia di Pescara solo il comune di Popoli. A guidare il fronte contrario al metanodotto è l'assessore all'ambiente del comune dell'Aquila, Alfredo Moroni, che ha preannunciato battaglia, a cominciare da un primo ricorso al Tar. Il primo appuntamento è la seduta del consiglio regionale di martedì prossimo. La proposta di legge anti-metanodotto ha ottenuto il placet della seconda commissione, ma lo scontro vero ci sarà in aula.