Il titolare dei beni culturali sarà sostituito Un paio di giorni ancora, e Sandro Bondi non sarà più il titolare dei Beni e Attività culturali. Titolare è da intendersi in senso stretto: da mesi per sua stessa ammissione, Bondi si disinteressa della gestione. Dicono i maligni che la più evidente manifestazione da lui ultimamente fornita quanto a responsabilità ministeriale sia il dolore rabbioso, sordo, rancoroso, per i tagli imposti al dicastero dal collega titolare (ma in questo caso effettivo gestore) del ministero dell'Economia. Poiché le male lingue della burocrazia ministeriale asseriscono che il sottosegretario unico dei Beni culturali, il pidiellino Francesco Giro, si preoccupi soprattutto del suo terreno elettorale nel Lazio, ecco che la conduzione del dicastero è in questi mesi rimasta, più ancora che in precedenza, nelle mani di taluni dirigenti o, per meglio dire, segnatamente del capo di gabinetto, Salvatore Nastasi. Sia chiaro che il ritenere Bondi responsabile del crollo di una tettoia a Pompei è stato un fuor d'opera, comprensibile soltanto in un ambiente di cannibali quale è la politica italiana. Tuttavia, i limiti amministrativi e politici dell'uomo si sono palesemente misurati quando egli nominò Andrea Carandini presidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici. Bondi aveva avuto un vantaggio: il precedente titolare dell'incarico, Salvatore Settis, si era dimesso per contrasti con lui, volendo riservarsi piena libertà di critica e di azione contro il ministro. Che cosa avrebbe fatto un normale uomo politico? Avrebbe designato, come presidente del Consiglio superiore, un personaggio di indiscutibili meriti culturali, ma politicamente affine. Bondi, no. Scelse un insigne archeologo quale Carandini, che era però politicamente avverso al governo. L'improvvido autolesionismo è stato pagato, pochi giorni fa, con le polemiche dimissioni di Carandini, umilianti per l'intero governo. E stata una figuraccia che, se fosse stato nominato uno studioso non ostile sul piano politico, si sarebbe forse potuta evitare.
Bondi, addio sempre più vicino
Il titolare dei Beni e Attività culturali, Sandro Bondi, si disinteressa della gestione del dicastero. Il suo sostituto sarà designato entro due giorni. Il ministro dell'Economia ha imposto tagli al dicastero, che ha portato a una riduzione della sua influenza. Il capo di gabinetto, Salvatore Nastasi, ha preso il controllo della conduzione del dicastero. Il ritenere Bondi responsabile del crollo di una tettoia a Pompei è stato un fuor d'opera. La nomina di Andrea Carandini presidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici è stata considerata un errore. Carandini si è dimesso dopo pochi giorni, a causa delle polemiche.
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