Scartata l'idea di un decreto. Malumore tra i candidati in attesa E il premier rinvia tutte le nomine Intervento in un'unica soluzione, dopo una legge per allargare il governo ROMA Il rimpasto slitta per l'ennesima volta Berlusconi dice al partito che bisogna attendere ancora, che forse si farà in un'unica tranche, ministri e viceministri e sottosegretari in un unico colpo. Si farà di certo, ma non ora. Ieri mattina sembrava fosse salito al Quirinale con altri intenti: nominare subito i ministri, sottoporre ancora una volta l'ipotesi di un decreto legge per allargare il numero dei membri del governo, modificare la legge Bassanini. E' andata invece diversamente. L'ennesimo stop ha diverse cause. Un decreto legge per aumentare il numero dei componenti dell'esecutivo non ha i requisiti di urgenza necessari, avrebbe fatto osservare la prima carica dello Stato. Se di rimpasto complessivo dell'esecutivo deve trattarsi, che non coinvolga solo i Beni culturali e le Politiche agricole, occorre dunque una legge ordinaria. Eppure le nomine ieri mattina sembrava che fossero prossime. Saverio Romano, figura chiave dei Responsabili, cinque dei quali ieri pomeriggio per ritorsione non hanno votato con la maggioranza, sembrava pronto per giurare quale nuovo ministro dell'Agricoltura, al posto di Giancarlo Galan potrebbe passare dal ministero dell'Agricoltura a quello dei Beni culturali Giancarlo Galan, mentre l'ex governatore del Veneto si sarebbe spostato ai Beni culturali, lasciati liberi dal dimissionario Sandro Bondi. Nulla di tutto questo. In Transatlantico nel pomeriggio si rincorrono le possibili interpretazioni dello stop. Berlusconi voleva fare i nuovi ministri, compreso quello delle Politiche comunitarie (per il quale si parla di un accorpamento delle deleghe alla Farnesina, con la nomina di un viceministro e non di un ministro), procedere contemporaneamente a una girandola di nuovi sottosegretari, ma l'impossibilità di varare un decreto ha fermato tutto. Altra spiegazione: il premier gioca volutamente con i tempi delle nuove nomine, trova nelle osservazioni del Colle un possibile alibi per dire ai suoi deputati che non è ancora giunta l'ora giusta per modificare l'assetto del governo. Di certo alla Camera il clima non è dei migliori, c'è gente che attende una nomina che non arriva. Ieri sera il capo del governo ha presieduto l'ufficio di presidenza e ribadito che il rimpasto si farà, ma non subito, bensì dopo una legge ordinaria, in un'unica soluzione. Chi attende deve continuare a farlo con molta pazienza, a cominciare da quel Saverio Romano che oggi dovrebbe fare una conferenza stampa. Francesco Saverio Romano, dei Responsabili, è in corsa come nuovo ministro dell'Agricoltura Davanti allo stato maggiore del Pdl, a Palazzo Grazioli, Berlusconi ieri è tornato sui suoi processi: «Ma vi rendete conto, mi massacrano per delle cene. Sono tutte cose false, stanno cercando di colpirmi da anni, è inaudito». Il Cavaliere ha poi invitato i dirigenti del Pdl a prendere posizione sulla riforma della Giustizia: voi questo l'appello dovete spiegarla punto per punto andando in tv, alla radio, dappertutto. La riforma della Giustizia incontra, ha aggiunto, il 77 del consenso del nostro elettorato. Sondaggi anche per i partiti: Fli è al 2,6 ma scenderà ancora, ha spiegato il premier, assegnando poi al centrodestra il 43,6. L'annuncio Dopo l'annuncio di Berlusconi di un ddl che aumenti il numero dei membri del governo per fare spazio alle richieste di nuovi sottosegretariati, torna d'attualità la riforma attuata il 30 luglio '99 da Franco Bassanini La riforma Il ddl Bassanini fissava la struttura del governo in 12 ministeri. Nel 2001 però ci fu il primo «spacchettamento»: i ministeri divennero 14 Nel 2006 Arriva il secondo «spacchettamento», col governo Prodi II: i ministeri diventano 16. Per tornare allo spirito della riforma Bassanini si deve attendere la Finanziaria del 2008, che riporta a 12 i ministeri con portafoglio e fissa a 60 la quota massima di componenti «a qualsiasi titolo» del governo. Grazie alla legge 1722009 è stato creato il tredicesimo ministero, quello alla Salute
Al Quirinale frenata sul rimpasto
Il premier Berlusconi ha deciso di rinviare il rimpasto del governo, che era previsto per aumentare il numero dei membri del governo e creare nuovi sottosegretari. La decisione è stata presa dopo aver esaminato la possibilità di un decreto legge per allargare il governo, ma non è stata possibile varare il decreto a causa della mancanza di requisiti di urgenza. Berlusconi ha quindi deciso di attendere una legge ordinaria per procedere con il rimpasto. I candidati per le nuove nomine, tra cui Saverio Romano, attendono con impazienza la decisione del premier. La riforma della Giustizia, che è stata proposta da Berlusconi, incontra il 77% del consenso del suo elettorato, secondo i sondaggi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo