Vertice a Roma con Alemanno, impegno a rivedere i fondi «Avete la mia parola, Muti mi ha convinto» Muti diventerà cittadino romano (la Giunta capitolina, su proposta del sindaco, Gianni Alemanno, ha approvato la delibera per il conferimento al maestro della cittadinanza onoraria). E dopo i due Grammy a Los Angeles, ha appena vinto anche il prestigiosissimo Premio Birgit Nilsson (istituito dal celebre soprano svedese scomparso nel 2005). Questa la motivazione del premio: "Riccardo Muti incarna ed è esempio di tutte le prerogative che sono state importanti per la Nilsson, straordinaria qualità e capacità di lavoro, dedizione e passione per la musica nel corso degli anni». Il maestro riceverà il premio il prossimo 13 ottobre all'Opera Reale di Stoccolma alla presenza del re Carlo Gustavo e della regina Silvia. Ma la decorazione più importante, Muti se l'è forse assegnata da solo, ieri pomeriggio, nei panni del catalizzatore dell'incontro, al Teatro dell'Opera, fra il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il sindaco della Capitale e il sovrintendente del Teatro, Catello De Martino. Tema: il disastro economico-finanziario in cui si trovano le Fondazioni lirico-sinfoniche. «Veni, vidi, capii ha sintetizzato Tremonti alla fine . Ho incontrato il presidente del Consiglio e adesso il maestro Muti, al quale credo dobbiamo tutti moltissimo. Mi sono convinto a dare la mia parola su ciò che è di mia competenza». Dice Alemanno: «E' stato un incontro per far conoscere il problema, un confronto fatto insieme con un grande maestro della cultura come Muti. Da questo momento in poi si apre la possibilità di uno scambio reale per risolvere la questione. Era necessario far sapere che le Fondazioni lirico-sinfoniche rischiano di chiudere se non esiste un intervento molto serio a loro favore dal punto di vista finanziario». Ancora: «I 27 milioni del Fus che sono stati "congelati" sono solo l'ultima goccia, ben altro occorre per risolvere la situazione. Non basta "scongelare" i 27; per il Fus e i Beni culturali, quello è il primo passo. Grazie al maestro Muti, il ministro ha ben compreso quale è la situazione e si è impegnato a trovare una soluzione. E l'inizio di un percorso, saremo soddisfatti quando tutto sarà stato effettivamente risolto». Alemanno aveva fatto precedere queste dichiarazioni, presentando l'altro giorno le iniziative romane per i 150 anni dell'Unità d'Italia, da frasi del tipo: «Nel momento in cui si celebra l'Italia anche come nazione della cultura, è di straordinaria attualità il tema dei "tagli" al settore. L'ho detto al telefono anche al ministro Tremonti e a Gianni Letta: i "tagli" vanno assolutamente revocati, perché le Fondazioni liriche sono un nostro patrimonio e devono continuare a vivere. Anche il 17 marzo (oggi, n.d.r.) faremo sentire la nostra voce, in occasione della rappresentazione del Nabucco diretto dal maestro Muti che si terrà all'Opera alla presenza del presidente della Repubblica. Tornerò a ribadire la mia contrarietà ai tagli del Fus». L'ancora in carica ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Sandro Bondi, ha osservato a margine: «Sono lieto e sollevato che il ministro Tremonti abbia promesso attenzione al Sindaco di Roma rispetto ai problemi della cultura». Decisamente esplicito e ottimista il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro: «Se il ministro Tremonti ha compreso il problema, vuol dire che, dopo i tanti appelli di Bondi, avremo finalmente il reintegro del Fondo unico per lo spettacolo, che tornerà ai livelli del 2010. Ma sia chiaro, occorrono anche 150 milioni per la tutela del paesaggio, dei siti archeologici e dei musei, altrimenti il sistema si blocca. Se Tremonti ha compreso tutto questo, siamo i primi a rallegrarcene e sinceramente». Val proprio la pena di sottolineare l'ultima parte della motivazione capitolina per il conferimento della cittadinanza onoraria a Muti: «Il talento eccezionale e la particolarissima sensibilità civile del Maestro sono stati la base anche di numerose manifestazione di pace, trasformando la musica classica in uno strumento di dialogo e promozione sociale».