Siamo venuti a conoscenza in questi giorni degli ultimi episodi della "telenovela Sgarbi-Villa Romana" che per la verità molti, me compreso, davano quasi per finita. Ma avevo dimenticato che in ogni fiction che si rispetti, non solo gli episodi sono tantissimi (con il rischio che, se l'audience è alto, viene programmata una nuova serie), ma che i colpi di scena non finiscono mai. Proprio come nella vicenda che sta "appassionando" i cittadini della nostra Città, diventata suo malgrado il set privilegiato in cui attori consumati, comparse, tecnici e attrezzisti interpretano il loro ruolo, assegnato non si sa da chi, non sempre sulla base di un copione predeterminato, ma spesso improvvisando. Personaggi vari che si muovono, comunque, non curanti del pubblico e dei loro umori, convinti forse che alla fine riusciranno a strappare l'applauso. Lasciando la metafora cine-teatro-televisiva e ritornando alla cruda realtà, l'invio del progetto Trizzino (o Trizzino- Bellini?) alla Sovrintendenza di Enna, la cupola per intenderci, e lo scontro, a quanto pare molto duro, tra Granata e Pagano in sede di Giunta regionale, rappresentano in maniera molto evidente il conflitto politico - istituzionale che fa da sfondo alla vicenda della Villa Romana del Casale, innescato fin da quando è entrato in scena il "ciclone Sgarbi", rimasto latente fino a quando il suo protettore politico (cioè Granata) era Assessore ai beni culturali, ma acuitosi con l'entrata in campo di Pagano, neo assessore ai beni culturali che ha tentato di ridimensionare Sgarbi, relegandolo al ruolo di semplice consulente (ben diverso da quello di alto commissario prospettatogli da Granata) e sposando l'idea del concorso di progettazione sulla copertura della Villa Romana, mettendo in tal modo fuori gioco il progetto Trizzino sulla cupola. Ma Sgarbi non ci sta e, muovendosi con incredibile disinvoltura e spregiudicatezza, dopo avere mollato Trizzino e la sua cupola (costringendo lo stesso a lasciare mestamente Piazza Armerina), abbraccia un altro progetto, quello di Canali che, ahimè, viene bocciato dalla Sovrintendenza. A questo punto il colpo di scena dell'acrobata Sgarbi: riappacificazione (vera o interessata non sappiamo) con Trizzino e presentazione del progetto " Cupola" alla Sovrintendenza di Enna. Con questa mossa " provocatoria", Sgarbi pensa di sfidare tutti e tutto, pur di accreditarsi come l'unica Autorità con il titolo di decidere le sorti della Villa, con conseguente potere assoluto sulla gestione delle relative opere di restauro, copertura e quant'altro possibile con l'ingente finanziamento del POR, del PIT e del 30 dell'incasso dei biglietti . Ma, a mio avviso, con questa mossa Sgarbi ha voluto anche portare allo scoperto lo scontro, prima latente, tra i due esponenti politici regionali, Granata e Pagano che, secondo quello che abbiamo appreso oggi, hanno movimentato l'ultima riunione di Giunta regionale, proprio per la diversa visione del ruolo da assegnare a Sgarbi e delle linee di intervento per il recupero e la salvaguardia del nostro prezioso bene archeologico. Che succederà adesso? La spunterà Pagano, portando avanti il concorso di progettazione sulla copertura e lasciando a Sgarbi la possibilità di fare il semplice consulente? O Sgarbi, grazie ai suoi veri o millantati agganci politici ad alto livello (disse tempo fa che avrebbe chiamato in suo soccorso Berlusconi in persona), riuscirà finalmente nell'impresa di gestire, da zar, il recupero della nostra Villa Romana, con la complicità e la cieca obbedienza di alcuni personaggi, il cui squallido ruolo è ormai sotto gli occhi di tutti? Mi auguro che questa seconda ipotesi non si verifichi, e che gli organi istituzionalmente competenti, a cominciare dall'assessore Pagano, rimettano sulla strada della legalità e della correttezza istituzionale una vicenda, diventata ormai indecente che, se dovesse ancora continuare, provocherebbe solo altri danni. Gravi, non solo per il pregiudizio al pieno e corretto utilizzo dei fondi destinati alla Villa, ma anche per le conseguenze sui rapporti tra gli Enti coinvolti, già abbondantemente compromessi (Direzione Regionale, Centro del restauro, Sovrintendenza, Museo della Villa, ecc.). Per non parlare della caduta di immagine di politici come Granata che pure non aveva demeritato come assessore ai beni culturali, fino al suo sodalizio con Sgarbi. Ma di questo aspetto e della sorte di politici come loro ci interesserebbe ben poco se i loro comportamenti non provocassero altri guai alla collettività.
Dopo gli ultimi episodi della telenovela Sgarbi-Villa Romana. Riusciranno Sgarbi e soci nella loro impresa?
In Enna, il progetto Trizzino per la copertura della Villa Romana del Casale è stato bocciato dalla Sovrintendenza. Il progetto è stato proposto da Sgarbi, che ha poi riappacificato Trizzino e presentato un nuovo progetto, "Cupola", alla Sovrintendenza. L'ultima mossa di Sgarbi è stata vista come una provocazione e un tentativo di sfidare l'autorità di Pagano, assessore ai beni culturali, che ha proposto un concorso di progettazione sulla copertura. L'ultima riunione di Giunta regionale è stata movimentata da questo scontro, e si spera che Pagano porti avanti il concorso di progettazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo