L'appuntamento è per il 17 settembre di quest'anno. Cioè tra sei mesi. Solo allora sapremo se questa città sarà stata capace di curare e mantenere, com'è compito di una grande Capitale, i luoghi della propria memoria riscoperti grazie al provvidenziale 150 anniversario dell'Unità d'Italia che oggi li ha sottratti a un lunghissimo, colpevole degrado. Il 17 marzo 2011 passerà alla storia e alla cronaca di Roma non solo perché ha aiutato i cittadini romani, soprattutto i giovanissimi, a ritrovare il senso e il valore di una Unità nazionale proiettata nel futuro e sottratta alla polvere della retorica. Ma anche perché ha restituito al decoro luoghi straordinari, legati al Risorgimento e alla vicenda unitaria. Viene soprattutto in mente il Parco del Gianicolo (ora ribattezzato «Il Parco degli Eroi») e il Museo della Repubblica Romana a Porta San Pancrazio. Dopo due mesi di lavoro l'area è irriconoscibile: i busti sono tornati candidi, Garibaldi e Anita finalmente lucenti nel loro bronzo, aiuole tricolori, la Costituzione della Repubblica Romana del 1849 leggibile sul parapetto, l'avveniristico allestimento del museo. Il tutto non è costato cifre sconvolgenti (1.058.000 euro il parco, 1.049.000 euro il museo). Eppure il risultato è straordinario, quasi folgorante. Tutto benissimo? Sicuramente, per il risultato. Certamente no per quanto riguarda il passato. Da trent'anni il Gianicolo (e porta San Pancrazio) erano completamente abbandonati. Gli innumerevoli atti di vandalismo ai busti (denunciati dai giornali, continuamente e per anni dal nostro) non hanno mai prodotto un serio piano di ripristino ma solo interventi sporadici (ne sa qualcosa il Comitato Gianicolo che, in totale e ostinata solitudine, ha per anni organizzato visite guidate e stampato piantine, potendo contare solo sul volontariato di pochi appassionati). Eppure si tratta dei luoghi della Repubblica Romana del 1849, quindi del fondamento non solo della nostra Carta costituzionale ma soprattutto della concezione laica di Roma Capitale. Nel frattempo sono state finanziate decine di ricche Estati Romane e Notti Bianche, di varie kermesse invernali ed estive (molte assai discutibili, e discusse). In parallelo il ministero per i Beni culturali, in tempi di vacche assai meno magre delle attuali, ha rintracciato fondi per numerose operazioni costose, impegnative, alcune indiscutibilmente eccellenti e lodevoli (il MaXXI, per fare un felice esempio) altre assai meno. Parliamo, sia ben chiaro, sia di interlocutori e di amministratori di centrodestra come di centrosinistra. Ma nessuno ha mai pensato (per esempio dalle passate Soprintendenze comunali) di mettere mano a un Gianicolo ridotto spesso a discarica (basta consultare la collezione del nostro giornale). Questi sono semplici, incontestabili fatti, inequivocabili scelte politico-amministrative. Ora il 150 anniversario dell'Unità ha regalato ai romani due gioielli che erano sotto gli occhi di tutti, sporchi e malmessi. Ecco perché l'appuntamento è per il 17 settembre. Tra sei mesi, spente le luci della ribalta delle celebrazioni, vedremo se Roma Capitale sarà riuscita a valorizzare i restauri, a mantenere il patrimonio, a sottrarlo al vandalismo. Vedremo. E una scommessa civile.
ROMA - II Gianicolo e Porta San Pancrazio restituiti ai cittadini. Per quanto tempo? L'orgoglio, il degrado e la memoria.
Il 17 settembre scorso, la città di Roma si è riunita per celebrare il 150 anniversario dell'Unità d'Italia. L'evento è stato organizzato per curare e mantenere i luoghi della memoria riscoperti grazie al provvidenziale anniversario. Il Parco del Gianicolo e il Museo della Repubblica Romana a Porta San Pancrazio sono stati restaurati e sono stati riportati al loro antico splendore. Il costo dei restauri è stato di 1.058.000 euro per il parco e 1.049.000 euro per il museo. Tuttavia, il passato del Gianicolo era stato segnato da atti di vandalismo e abbandono.
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