Poche gocce d'acqua e una delle più importanti Ville Vesuviane del '700 si è sgretolata sotto gli occhi dei passanti attoniti. Ironia della sorte, il crollo della villa borbonica è avvenuto nel giorno dei 150 anni dell'Unità d'Italia. E successo ieri pomeriggio a Portici, e la villa in questione è quella della principessa Lancellotti, pericolante ormai da anni, ma completamente abbandonata dai proprietari e dalle istituzioni. A venir giù, travolgendo due auto in sosta, è stata la facciata dell'edificio. Un crollo atteso, ma inevitabile, spiega il sindaco Vincenzo Cuomo: «Non è il primo a villa Lancellotti, eppure non si guarda nella giusta direzione. Il Ministero dei Beni Culturali, che ha la competenza per intervenire, è completamente assente. Si ripete la vicenda vergognosa degli Scavi di Pompei. Il Ministero è tenuto per competenza istituzionale a monitorare e intervenire per salvare questo patrimonio, eppure non ho ricevuto neanche una telefonata. Ora tutte le risposte devono arrivare dal Comune, ma questo è molto scorretto. Noi siamo intervenuti quando c'è stato pericolo per l'incolumità dei cittadini, e ci siamo attivati con grandissima celerità per intervenire su quest'ultimo crollo. Ma è il Ministero che deve attivarsi fattivamente». Pittoresca, se non fosse per le conseguenze disastrose, anche la storia della principessa Lancellotti che a quanto pare, dopo aver perso il senno, si era adattata ad una vita in strada Circondata da decine di gatti, suoi unici amici e compagni di vita. La principessa sarebbe poi morta nel 2007, stando alle ricerche effettuate dal comune di Portici per reperire i proprietari della villa e cercare di recuperare i circa 500 milioni di vecchie lire spese per i lavori effettuati e chiedere ulteriori interventi. Tutto inutile. Neanche si trattasse di un palazzotto qualsiasi e non di una villa costruita nel 1776, considerata una delle più interessanti architetture della fascia costiera vesuviana (villa Lauro Lancellotti si trova lungo la fascia compresa fra l'antica Strada Regia delle Calabrie e la linea di costa). In tutto sono 122 gli immobili monumentali, compresi nel territorio dei comuni di Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano e Torre del Greco. Ma il crollo della facciata non è che la ciliegina sulla torta amara di una situazione vergognosa, comunque la si pensi. Già da anni, infatti, la villa borbonica versava in pessime condizioni, anche a causa di alcuni crolli che avevano interessato il terrazzo del piano nobile ed il padiglione a pianta centrale che lo sovrastava. Ora, per quanto dolorosa, resta la considerazione che il crollo della facciata di Villa Lauro Lancellotti non sarà certo l'ultimo nel Miglio d'Oro. La situazione di degrado nella quale versano molte del ville appartenenti ai privati è nota da tempo. Non fosse per altro che negli anni si sono ripetuti gli appelli volti ad ottenere finanziamenti o a sollecitare interventi diretti, ed evitare quello che oggi sembra inevitabile. Su tutti quello che fu rivolto dal Presidente Napolitano, ma non mancano anche richieste d'aiuto da parte degli amministratori locali. Tra le più recenti, quella del sindaco di Torre del Greco che ha segnalato Al degrado in cui versa da anni la settecentesca Villa Bruno Prota».