Negli ultimi anni aveva lanciato diversi segnali d'allarme, tutti rimasti inascoltati. Alla fine i vecchi solai, le vecchie mura di Villa Lauro Lancellotti hanno ceduto e si sono sbriciolati provocando il crollo di una parte della villa vesuviana adagiata sul Miglio d'Oro, ormai disabitata da anni. Le piogge abbondanti delle ultime ore, ma soprattutto l'incuria degli ultimi decenni sono i principali responsabili dell'ultima beffa ai danni del patrimonio artistico dell'area vesuviana. Poteva essere una tragedia, evitata solo grazie alla prontezza di due uomini della polizia locale che, raccolti i primi segnali del crollo, hanno subito bloccato la strada e tenuto via i passanti, per poi lanciare l'allarme. Pochi istanti e parte della facciata del palazzo di corso Garibaldi si è abbattuta sulla strada statale, abitualmente percorsa dai filobus che collegano il capoluogo con i centri costieri. Sotto le macerie è rimasta un'auto parcheggiata proprio davanti l'ingresso del palazzo. L'allarme è stato immediato, come pure l'arrivo dei vigili del fuoco, della polizia, dei carabinieri. «Con il mio collega - spiega il tenente Federico Romano, della polizia locale - ho notato questi primi crolli di calcinacci dalla facciata della villa. La cosa ci ha insospettito, anche perché non c'era una ragione apparente che giustificasse il cedimento. Abbiamo intuito che la situazione si faceva pericolosa e ci siamo subito dati da fare per allontanare pedoni ed automobilisti e dare l'allarme al comando. Dopo pochi istanti, sotto i nostri occhi e quelli dei vigili del fuoco appena arrivati è venuto giù di tutto». I vigili hanno bloccato il corso Garibaldi per un tratto di oltre trecento metri a ridosso della villa: «Finché non avremo le idee chiare sulla portata del pericolo - ha spiegato un caposquadra dei vigili del fuoco, tra i primi a intervenire - non saremo in grado di decidere se mantenere la chiusura al traffico o riaprire parzialmente la carreggiata». Man mano che passano i minuti il traffico impazzisce nel resto della città e verso San Giovanni a Teduccio, visto che è venuta meno una delle principali arterie di collegamento tra la zona orientale di Napoli ed i comuni vesuviani. Ma, col passare del tempo, i tecnici accorsi sul posto cominciano ad avere la situazione più chiara. Al corso Garibaldi arrivano il comandante dei vigili, Gennaro Sallusto, gli ingegneri del Comune, Migrano ed Incoronato, con gli assessori Rosario Frosina e Vincenzo Mosca, oltre al presidente del Consiglio Comunale, Claudio Teodonno. Vigili del fuoco e tecnici valutano la necessità di mettere in sicurezza lo stabile e, quindi, rimuovere quelle parti di muratura a rischio di crollo. Ma per eseguire questa operazione è necessario attendere l'arrivo di un mezzo speciale dei vigili del fuoco, al momento impiegato in altra operazione. Nel frattempo i tecnici ispezionano gli edifici confinanti con la villa e decidono, in via precauzionale, di allontanare gli abitanti dagli edifici posti sui due lati della dimora storica, una dozzina di famiglie in tutto. Sempre in via precauzionale vengono chiuse una birreria posta a ridosso della villa e un distributore di benzina sul lato opposto della carreggiata. «Solo dopo un'attenta verifica delle strutture - spiega il comandate dei vigili - da effettuare nelle prossime ore potremo decidere se ci sono edifici da sgomberare». Problemi anche per le centinaia di famiglie che abitano il parco San Ciro, il più grande della città, il cui ingresso principale si trova proprio di fronte al luogo del crollo. Si è reso necessario aprire un altro varco accanto a un istituto scolastico vicino. E con il calare della sera si è reso necessario attivare le fotoelettriche dei vigili di fuoco che hanno continuato a lavorare fino a notte fonda per agevolare il crollo «controllato» di tutte le parti pericolanti della facciata del palazzo.