È atterrata ieri all'aeroporto di Fiumicino la statua della «Venere di Morgantina». L'opera di epoca ellenistica. divisa in tre pezzi, fu trafugata dai tombaroli e rivenduta per 18 milioni di dollari al Paul Getty Museum che l'ha restituita. La «Venere» sarà trasferita con un tir ad Aidone, in provincia di Enna, dove fu ritrovata durante uno scavo clandestino nell'area archeologica di Morgantina. L'opera sarà rimontata, la prossima settimana, nel nuovo padiglione allestito nell'apposito spazio espositivo di Aidone, dai tecnici americani del Paul Getty e del centro di restauro regionale. Nella sala che ospiterà la «Venere» ci sarà anche un'altra statua, quella di una «Musa», datata III secolo a. C. (proprio dal confronto con il materiale con cui è stata realizzata questa opera, gli studiosi sono riusciti a stabilire che la «Venere» e la «Musa» provenivano dalla stessa zona della Sicilia) L'«Afrodite» o «Venere di Morgantina» fu trafugata nel sito archeologico nei pressi di Aidone (En), tra il 1970 e il 1980, in un'area archeologica contrassegnata dalla presenza di sacelli arcaici (piccole aree recintate e senza coperture, situate intorno ad un altare) e da rinvenimenti di frammenti di statue in terracotta a grandezza naturale. Agli inizi degli anni '80 la statua, tranciata in tre parti, fu venduta dal ricettatore ticinese Renzo Canavesi al londinese Robin Symes, che nel 1986 la rivendette al Paul Getty Museum. L'accordo siglato a Roma, il 25 settembre del 2007, tra il ministero dei Beni culturali e il Getty ha concluso la lunga e complessa vicenda giudiziaria e diplomatica. Il museo americano ha riconosciuto la fondatezza dell'azione del governo italiano grazie anche alle analisi che hanno dimostrato che il tufo dal quale la statua è stata ricavata proviene dall'area archeologica del fiume Irminio. La «Venere» è alta 2,20 metri; il suo corpo è panneggiato, con tracce di pigmenti rossi, blu e rosa. Per le parti nude del corpo - viso e braccia - fu utilizzato marmo bianco dell'isola di Paro. Per l'uso di diversi materiali, la tecnica utilizzata è la «pseudo-acrolitica», già sperimentata in Magna Grecia e soprattutto in Sicilia, anche per la realizzazione delle metope del «tempio E» di Selinunte (450 a. C.). Più che una «Afrodite» gli studiosi hanno riconosciuto in essa «Demetra» o «Kore».
SICILIA - Torna in Sicilia dall'America la Venere rubata dai tombaroli
La statua della Venere di Morgantina, un'opera di epoca ellenistica, è stata ritrovata in Sicilia e restituita al Paul Getty Museum. L'opera, divisa in tre pezzi, fu trafugata dai tombaroli e rivenduta per 18 milioni di dollari. La Venere sarà trasferita con un tir ad Aidone, in provincia di Enna, dove fu ritrovata durante uno scavo clandestino. L'opera sarà rimontata, la prossima settimana, nel nuovo padiglione allestito nell'apposito spazio espositivo di Aidone. La statua sarà accompagnata da un'altra statua, quella di una Musa, datata III secolo a.C.
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