Palermo L'esilio è finito, la Venere torna a Morgantina. Ha trascorso un esilio dorato tra le sale del Paul Getty Museum di Malibu. Il soggiorno americano è durato trent'anni: poca cosa rispetto al tempo passato da quando l'imponente figura della divinità pagana è stata scolpita, con un panneggio che ne fa un pezzo molto pregiato, da un artista sconosciuto, certamente un discepolo di Fidia. La Venere torna a casa perchè la direzione del Getty Museum ha deciso di restituirla alla fine di un percorso avventuroso iniziato in una piovosa giornata dell'autunno del 1979. I tombaroli che hanno depredato per anni i siti archeologici più importanti della Sicilia si ritrovarono per le mani un reperto di oltre 2 metri e 20. Un vero gioiello dell'arte greca, scolpito tra il 425 e il 400 a.C. e lavorato da tutti i lati, segno che doveva essere collocato in un punto centrale, forse l'agorà, dell'antica Morgantina. Trattandosi di un pezzo difficilmente trasportabile, i tombaroli lo divisero in tre pezzi con una sega elettrica. Da Aidone, nel cuore della Sicilia, la Venere è stata imbarcata per la Francia e da qui trasferita in Svizzera. Dopo alcuni passaggi di mano, nel 1988, fu il Paul Getty Museum ad assicurarsi la Venere.
Dal Getty Museum. Morgantina La Venere torna a casa
La Venere, scolpita tra il 425 e il 400 a.C., è tornata a Morgantina dopo un esilio di 33 anni. Il pezzo, lavorato da entrambi i lati, era stato rubato nel 1979 e successivamente venduto al Paul Getty Museum di Malibu. La direzione del Getty Museum ha deciso di restituirla alla fine di un percorso avventuroso che ha coinvolto la Francia e la Svizzera. La Venere era stata divisa in tre pezzi con una sega elettrica e successivamente venduta. Il suo ritorno a Morgantina è stato possibile grazie alla decisione del Getty Museum di restituirlo alla sua città d'origine.
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