Muri storici usati come bacheca, insorge il preside di Scienze Politiche Imbrattate le facciate di Palazzo Hercolani e del Davia Bargellini E ADESSO usano i palazzi storici come una bacheca personale. Tornano gli imbrattamuri, se ne infischiano del nuovo regolamento di polizia urbana che sbandiera multe fino a 500 euro per i writer, e per lennesima volta vanno a colpire Palazzo Davia Bargellini. Proprio là dove lintervento di Hera per cancellare un graffito precedente ha scatenato le ire del direttore dei Beni Culturali Carla Di Francesco, per via del rappezzo con una vernice di colore diverso dal precedente. Sul lato di piazza Aldrovandi, e persino sulla facciata in Strada Maggiore, lunedì notte è comparsa una scritta rossa a caratteri cubitali: «Blocchiamo il cda 153 h 9 piazza Scaravilli». Non è un messaggio cifrato, ma lappello alla "mobilitazione" di alcuni collettivi universitari che volevano contestare il consiglio damministrazione dellAlma Mater. Una bacheca sui muri, appunto. Allappuntamento, in piazza Scaravilli, fra gli altri si sono presentati i ragazzi di Bartleby e del Cua. Un appello, ma anche una sfida, visto che su quei nobili intonaci le scritte si susseguono da mesi. Lo stesso messaggio, con la stessa mano, è stato tracciato anche a palazzo Hercolani in Strada Maggiore, facoltà di Scienze Politiche. E qui negli ultimi giorni i writer hanno fatto scuola. Sulle pareti, due nuove scritte, con vernice nera: «Stato assassino» e «Distruggi e crea». Nessuna telecamera in giro, ma a due passi da qui cè il Comando Regione dei Carabinieri. «La facciata era appena stata restaurata - si sfoga il preside di Scienze Politiche, Fabio Giusberti -. I lavori sono stati ultimati venerdì scorso. Non credo siano stati i nostri studenti. Ma preoccupa lo smarrimento dei valori civici della convivenza e del rispetto. Cè unenorme difficoltà a percepire il paesaggio urbano come un patrimonio comune. È un segnale doloroso». Tutto questo, le scritte, la sfida dei writer, accade a poche settimane dallentrata in vigore del nuovo regolamento di polizia urbana, fortissimamente voluto dal commissario Cancellieri, che punisce i graffitari con multe salatissime: denunce penali e sanzioni fino a 500 euro se vengono sporcati palazzi storici. Ma il problema è farlo rispettare, il regolamento. Su questo, allOpera Pia Da Via Bargellini, proprietaria delledificio in Strada Maggiore, sono durissimi. «Dalla mia amministrazione aspetto controlli e prevenzione, non una mano di vernice, e per giunta data molto male - attacca il consigliere dellOpera Pia Giovanni Delucca -. Siamo alla solita politica degli annunci: se si propongono sanzioni più importanti, ma non si è capaci di perseguire gli autori dei reati, leffetto è nullo. Fra laltro, allinterno del nostro palazzo è in corso un intervento di restauro capillare, costoso, filologicamente corretto, sotto la sorveglianza della Soprintendenza. Fuori, invece, ed è un paradosso, sul lato di piazza Aldrovandi ecco quelle scritte gigantesche: chi le ha fatte ha sicuramente impiegato un bel po di tempo per realizzarle, e non poteva certo nascondersi dietro ledicola. Ma si sa che a Bologna, in particolare di notte, i vigili scarseggiano».