E i "ciechi" in questa brutta storia sono numerosi: il ministero, innanzitutto, ma anche la Regione e lEnte Ville vesuviane per assoluta negligenza. La caduta dei frammenti è stata preceduta da un boato; i passanti, sempre numerosi nel centralissimo corso Garibaldi sul quale si affacciano anche alcuni parchi condominiali, hanno fatto in tempo a scansarsi. Due auto in sosta sono state danneggiate. Lira dei residenti è esplosa allistante: «Si sapeva che prima o poi la facciata sarebbe venuta giù, Ci è andata anche bene». Il colpo decisivo lo hanno dato le piogge di questi giorni, ma il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, è di tuttaltro avviso: «Il disinteresse del ministero è scandaloso. Cerano già stati altri cedimenti parziali. Villa Lancellotti è un monumento ipertutelato, ma è stato lasciato morire, nonostante il Comune abbia in più occasioni segnalato lurgenza di un intervento di consolidamento. Ci siamo anche offerti di acquistarlo, in concorso con la Regione e lEnte Ville vesuviane, ma non abbiamo mai avuto risposte. Questa è una denuncia e ci batteremo perché abbia un seguito». LEnte Ville Vesuviane, interpellato, ha detto di non avere competenza perché è una Fondazione, ma, a quel che è dato di sapere, esiste un progetto di restauro di sette milioni di euro. Che fine ha fatto? Il ministero e la Regione Campania devono una risposta, ma il sindaco Cuomo chiede che si vada a fondo nellaccertamento delle colpe. Ieri la polizia e i vigili del fuoco hanno iniziato le indagini ascoltando le testimonianze di chi ha assistito al crollo. «Pretendiamo la verità, ha detto Cuomo, e vogliamo che villa Lancellotti torni ad essere un grande attrattore culturale».