Il coordinatore, nel 96 ministro della Cultura, visitò il complesso allora in rovina Lex residenza sabauda è il luogo ideale per una esposizione identitaria quale questa vuole essere La consapevolezza delle differenze esiste ancora oggi nel nostro Paese, ma rientrano in ununità di progetto e destino Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani e già ministro per i Beni culturali (proprio in quella veste era venuto a Venaria nel '96, scandalizzandosi per le condizioni di una reggia che oggi, dopo il recupero, eleva invece a simbolo dellidentità del Belpaese: allora aveva rimproverato aspramente gli amministratori per aver lasciato andare in rovina un simile simbolo del Paese, attirandosi peraltro le piccate rimostranze dei rappresentanti di Torino e del Piemonte) è il presidente del Comitato di curatori di «La Bella Italia». Con lui hanno lavorato alla preparazione della mostra soprintendenti e storici dellarte dalle varie città coinvolte nella mostra (tra questi, al suo fianco ieri durante la presentazione, Carla Enrica Spantigati per Torino, Piero Boccardo per Genova, Pierluigi Leone de Castris per Napoli, Giandomenico Romanelli per Venezia). Professor Paolucci, come è nata lidea dellesposizione? «Si voleva realizzare nelloccasione dei 150 anni dellUnità una mostra dedicata alla bellezza in quanto tratto distintivo dellItalia del mondo. È proprio quella della bellezza la percezione che si ha di noi, unita allartisticità del vivere. E non parlo di dolce vita, bensì della vita vissuta come opera darte, del piacere dellabitare in belle case e di stare in belle piazze. Sono caratteristiche queste che ci invidiano molto negli altri paesi. Dobbiamo tenercela cara questa bellezza. Non è un caso poi che la mostra stia allinterno della Reggia di Venaria». In che senso? «Nel senso che lex residenza è il luogo ideale per una mostra identitaria quale questa vuole essere, in quanto stringe in emblema la vera identità italiana. Circondata dalle montagne e dai giardini, unisce la bellezza del paesaggio a quella del costruito e dellarte. E lex residenza simbolo della bellezza italiana, recuperata in quindici anni da un totale degrado». Larte contribuì allunità del nostro paese? «Mi piace citare il motto originario degli Stati Uniti dAmerica, "e pluribus unus", da molti uno, che può valere anche per noi. Ovvero, esiste una pluralità delle Italie, ognuna con la sua auto rappresentazione e il suo orgoglio. Queste Italie si riuniscono allappuntamento del 1861, portando ognuno la sua unicità, una propria vicenda artistica secolare. Così esponiamo in mostra centinaia di opere di decine e decine di artisti di differenti aree. La consapevolezza delle differenze esiste ancora oggi nel nostro Paese, ma io dico evviva le differenze se rientrano in quella unità di progetto e di destino che qui si vuole rappresentare». (m.pa.)
TORINO - Paolucci: "Qui cè la bellezza simbolo dellItalia nel mondo"
Il ministro della Cultura, Antonio Paolucci, ha visitato il complesso di Venaria nel 1996 e ha espresso la sua ammirazione per la bellezza della reggia sabauda. Oggi, Paolucci è il presidente del Comitato di curatori di La Bella Italia, una mostra che celebra la bellezza in Italia. La mostra è stata preparata con il contributo di superintendenti e storici dell'arte di diverse città italiane. La mostra vuole rappresentare l'unità e la diversità dell'Italia, mostrando centinaia di opere d'arte di artisti di diverse aree. Paolucci sostiene che la bellezza è un tratto distintivo dell'Italia e che dobbiamo tenercela cara.
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