Tra mondanità e politica, Cota dribbla le polemiche Dietro le quinte Del Noce dispensa a Coppola i consigli per la campagna elettorale Il presidente lavoratore e il candidato sindaco del Pdl sdoganato dal Carroccio. In un contorno di festa che duplica latmosfera di festa torinese, Roberto Cota e Michele Coppola battezzano la splendida mostra «BellItalia» allestita alla Reggia. Fianco a fianco, ascoltano ammirati le spiegazioni del direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, novello Virgilio che racconta le facce dellItalia che nasce. «Daltronde in questo momento è Coppola quello sotto i riflettori», scherza il governatore con i fotografi che li vogliono immortalare insieme. Con loro, per un tratto del percorso, Fabrizio Del Noce. Ignaro di essere vicino a pericolosi cronisti, il presidente della Reggia dispensa consigli al giovane candidato del Pdl su come affrontare la campagna elettorale. È il governatore il primo ad accorgersi che la conversazione potrebbe essere carpita e i primi suggerimenti («attento allimmigrazione») vengono subito interrotti: «Qualche piccolo consiglio sulla comunicazione», taglia corto Coppola con un sorriso. Roberto Cota glissa sulle polemiche del sindaco sullalzabandiera disertata al mattino. Altrettanto inutile cercare di fargli commentare linvasione tricolore della notte bianca torinese: «Sono sempre molto contento quando incontro tanta gente», è lunica frase che concede a commento di quella grande voglia di Italia unità che Torino ha dimostrato in questi due giorni. Fra gli invitati a questo secondo battesimo, dopo quello delle Ogr, cè un bel pezzo di Piemonte che conta: Evelina Christillin con il marito Gabriele Galateri, Serge di Jugoslavia, che riappare fra i vip dopo la sua partecipazione assidua alle feste di epoca olimpica, il presidente dellAmma Vincenzo Ilotte, Roberto Rosso con signora che stringe la mano a quello che fu il presidente della sua antica giunta, il presidente di Finpiemonte Massimo Feira, il presidente della Fiera del Libro Rolando Picchioni, che poi si stacca dal gruppetto iniziale e si gode la mostra in tranquillità. Cè il direttore regionale dei Beni culturali Mario Turetta; si aggirano per la Reggia anche Dario Prunotto e Vladimiro Rambaldi di Unicredit. In assenza del candidato e inviato speciale del Pd Piero Fassino, in rappresentanza della minoranza rossa cè Roberto Placido, che nella sua veste istituzionale di vicepresidente del Consiglio regionale, si unisce al duo Cota-Coppola e sta al gioco quando lassessore di segno avverso gli riserva una battuta: «A Roberto sono andate male le primarie e adesso ha deciso di dare una mano a me». Un viaggio con sosta davanti al magnifico cassettone settecentesco di Piffetti illustrato da Carla Enrica Spantigati: «Questa è davvero unopera darte», dice il governatore. Poi il quadro di Loiacono, che inonda di luce la Palermo della metà dell800, «La Conca doro», e il ritratto di Ferdinando IV di Borbone. Cota osserva, domanda, molto cauto a non lasciarsi scappare commenti che possano provocare domande sullUnità e sul difficile rapporto che la Lega ha con questa festa: «Siamo molto soddisfatti di questo programma», dice. Tutto fila liscio. Soltanto in chiusura le telecamere del Tg3 nazionale causano la fine brusca della visita: «Cosa ne pensa del nucleare?», chiede il giornalista. Niente da fare. Cota non vuole dichiarare, il passo si allunga, il suo staff lo protegge. Daltronde in questi giorni il suo è ormai un refrain: «Basta polemiche. Squalificano soltanto chi le fa».