E' allarme sui tanti casi di mancata conservazione del patrimonio barocco Giorgio Buscema Salvaguardia del patrimonio architettonico del centro storico. Tutto fermo. Se ne è parlato in città, sia pure informalmente, nel corso di un convegno dedicato alle tecniche del restauro delle opere in pietra. Evidenziato innanzitutto il fatto che nessuno se ne cura e che si è sempre più insensibili alle numerose segnalazioni sul degrado di tanti manufatti lapidei, ivi compresi quelli che arricchiscono il barocco per il quale la città della Contea è stata inserita nella lista dei Beni dell'umanità da parte dell'Unesco. Alcuni mesi or sono in seguito al distacco di parti delle statue in calcare tenero che sono collocate sulla scalinata del duomo di San Pietro, ci fu intervento di soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Ragusa, Curia vescovile di Noto, Protezione civile e perfino di tecnici di un'impresa specializzata di Acireale che qualche decennio fa ebbe ad eseguire gl'interventi di restauro dei cosiddetti "santuna". Furono effettuati dei prelievi di campioni di pietra per eseguire degli esami di laboratorio e stabilire le metodologie d'intervento, si doveva intervenire nell'arco di poco tempo ma finora non s'è avuta alcuna notizia in merito. Molto spesso si verificano dei crolli di parti di cornicioni ma anche di sculture che ornano gli edifici del centro storico, ma al di fuori della messa in sicurezza di strutture non si fa (vedi ad esempio la chiesa della Madonna del Soccorso, ove è stata transennata la piazzetta perché c'è il pericolo di crollo del cornicione). Dalla facciata della chiesa di Santa Maria di Betlem si sono staccati tempo fa, precipitando nella piazza, alcuni frammenti di una scultura. La parte mancante è ancora da rifare. Lo stesso è avvenuto in tanti altri casi, e c'è chi intende preparare una sorta di "libro bianco" per denunciare l'incuria che caratterizza le istituzioni preposte. Intanto il degrado aumenta sempre più, e non è raro constatare che ci sono facciate di chiese e di palazzi nobiliari in rovina, attaccate dallo smog ma anche dalla vegetazione spontanea, che, a causa della mancata scerbatura attacca anche le costruzioni in pietra deteriorandole. Quello che sta avvenendo nel centro storico è abbastanza eloquente in materia. Alcuni mesi fa un grido d'allarme venne lanciato da un architetto d'origine modicana che vive nel Nord, facendo rilevare, soprattutto, che continuando di questo passo il bel barocco, ma anche il liberty, è destinato a scomparire. Nel corso dei lavori del convegno di cui s'è detto s'è anche fatto riferimento alla mancanza di fondi che spesso costringe istituzioni come la soprintendenza a rimanere impotente. Ma c'è stato anche chi ha tirato fuori la solita oramai stantia proposta di estendere le provvidenze della legge su Ibla ai centri storici facenti parte del Beni Unesco. Non sono mancati nemmeno i toni aspri di coloro che si sono fatti promotori di iniziative di sensibilizzazione volte a far presto ad intervenire prima che sia troppo tardi. 18032011