MILANO - Qualcosa, comunque, succede. Perché il richiamo è importante, e davanti a decine di migliaia di cittadini che si muovono insieme per reclamare più attenzione per un monumento, una casa, un parco anche gli amministratori meno attenti drizzano le antenne. Confidano in questa felice eventualità i 67.000 lombardi che hanno partecipato alla quinta edizione de «I Luoghi del cuore», il censimento nazionale del Fondo Ambiente Italiano che ha portato alla ribalta anche una serie di bellezze gravemente trascurate dell'area milanese e regionale. E NON È UNA speranza vana perché c'è già una prima buona notizia, che riguarda l'Isolotto di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, che quasi 3000 cittadini si sono impegnati a salvaguardare. L'Isolotto (che nel tempo si è trasformato in una penisola a seguito della costruzione di una diga e delle piene del fiume Brembo) rappresenta un rarissimo habitat naturale per la presenza, tra l'altro, di otto specie di orchidee spontanee. Su quest'area il Comune aveva intenzione di costruire 38 villette monofamiliari. Ad un mese dalla segnalazione al Fai, il progetto di lottizzazione è di fatto bloccato. Così non hanno torto a confidare in una soluzione positiva anche i 3736 cittadini che vogliono salvare dal cemento (oltre 5000.000 metri cubi di costruzioni) il Terrazzo alluvionale dell'Oglio a Soncino, un'area di cascinali e campi minacciata dal Piano di Governo del Territorio del Comune. E i cinquemila che amano il parco del Brembo, 970 ettari di verde e castelli, chiese, che unisce 7 comuni sul quale, ancora, pende la spada di damocle della edificazione. Una speranza anche per i sostenitori del parco della basilica di San Lanfranco di Pavia, che si estende dall'autostrada al Ticino: anche su quest'area da secoli luogo di sosta dei pellegrini il PGT prevede un progetto di urbanizzazione simile a quello che minaccia il viale e l'area che circondano la «Chiesa delle torrette» di Macherio, al quale si oppongono 2600 cittadini. Ma non solo per il verde combattono i lombardi. Ci sono i 3187 tra alunni, famiglie, insegnanti che si sono rivolti al Fai per segnalare la situazione di degrado imbarazzante della Scuola Rinnovata Pizzigoni di Milano, un'eccezione sia dal punto di vista didattico che architettonico. Creata nel 1927 dalla pedagoga Giuseppina Pizzigoni, è una scuola di impronta rivoluzionaria, aperta al mondo e all'esperienza. Generazioni di allievi sono cresciuti godendo di uno spazio di 20.000 metri quadrati, con una struttura ispirata alle case coloniche lombarde, un parco con piscina, stalle, orti. OGGI QUESTO meraviglioso istituto lamenta l'assenza di sostegno da parte del Comune che, a detta delle maestre, nemmeno provvede a riparare i vetri rotti. E di un'altra vergogna per Milano parlano i 2000 cittadini che perla seconda volta denunciano al Fai il rischio palpabile che nel corso del previsto restauro dalla Cascina Linterno, che fu dimora di Francesco Petrarca dal 1351 al 1361, siano cancellati affreschi e opere d'arte antichissime senza che prima siano effettuate indagini analitiche adeguate.