CAMPANIA - La chiamano l'«Archeomafia» ed è considerata già capace di fare dei numeri da primato. La Campania è in quarta posizione. Ecco i numeri del 2010 l'ultimo censimento utile: 882 furti di opere d'arte; 13.219 oggetti trafugati; 1.220 persone indagate; 45 arresti; ma anche 19.043 beni culturali sottratti illecitamente e recuperati, assieme a 14.596 reperti paleontologici e 55.586 archeologici. Sono i dati del rapporto sui crimini ambientali Ecomafia del 2010 che Legambiente e i carabinieri per la tutela del patrimonio culturale hanno tirato fuori. Un vero e proprio assalto ai tesori italiani ad opera di mafiosi, camorristi, trafficanti, collezionisti, tombaroli. Dal rapporto emerge che i beni culturali sono diventati un affare per la criminalità organizzata. Capita sempre più spesso di scoprire boss mafiosi con il pallino delle opere d'arte. Stanze, soffitte, garage, caveau, pieni di oggetti preziosi d'ogni tipo, bottino di traffici illeciti, di furti, o di operazioni di riciclaggio di capitali. Le regioni più colpite dalle ruberie d'arte sono il Lazio (137 furti in un anno) e la Toscana (106). Seguono Piemonte (95), Campania (86), Emilia Romagna (70) fino alla Val d'Aosta dove nel si è verificato un solo furto. I ladri preferiscono agire all'interno delle case (61,4) nelle chiese (25,7) e nei musei (4,7).
CAMPANIA - La chiamano l'Archeomafia ed è considerata già capace di fare dei numeri da primato.
Il rapporto Ecomafia 2010 di Legambiente e i carabinieri per la tutela del patrimonio culturale rileva 882 furti di opere d'arte, 13.219 oggetti trafugati, 1.220 persone indagate e 45 arresti. Sono stati recuperati 19.043 beni culturali e 55.586 archeologici. I dati mostrano che i beni culturali sono diventati un affare per la criminalità organizzata, con boss mafiosi che utilizzano le opere d'arte per nascondere il loro bottino. Le regioni più colpite sono il Lazio e la Toscana, con 137 e 106 furti rispettivamente. I ladri preferiscono agire all'interno delle case, nelle chiese e nei musei.
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