Oggi l'Italia intera «piange i suoi figli caduti un anno fa a Nassirya, per restituire la pace e libertà a un popolo oppresso per anni». Sono le parole del vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Tommaso Luzzi di An, a margine della commemorazione per il primo anniversario della strage di Nassirya, celebrato ieri a Santa Maria degli Angeli. «L'atto terroristico che colpì, così barbaramente, le forze armate e l'Arma dei carabinieri - ha proseguito Luzzi - ha unito i sentimenti della Nazione facendo riscoprire l'orgoglio dell'appartenenza all'Italia e ai valori di pace che accompagnano la sua storia. A con tutti i cittadini del Lazio -jncluso Luzzi - rinnovo la partecipazione al dolore dei familiari, unendomi nella preghiera e nel ricordo di quei valorosi. Il loro sacrificio esalta la dedizione al dovere, improntata alla solidarietà verso il prossimo, che delinea lo spirito altruista di ogni militare e volontario italiano». Luzzi ha anche presentato una mozione, controfirmata da oltre 20 consiglieri regionali, con la quale si chiede che sia eretto un monumento in ricordo dei Caduti di Nassirya, in piazza di Porta Capena. L'iniziativa è, in realtà, del Comitato d'azione contro il trasferimento della Stele di Axum, presieduto da Domenico Gramazio, che nel primo anniversario della strage di Nassirya, è tornato a chiedere che sia innalzato un monumento in ricordo dei martiri italiani in Irak al posto della stele. Gramazio ricorda che la Provincia di Roma aveva preso un impegno specifico in tal senso. «È passato un anno - ricorda Gramazio - la Stele di Axum è abbandonata in un deposito a Ponte Galeria e il monumento in ricordo ai caduti di Nassirya ancora non c'è». Ieri a Nettuno c'è stata una cerimonia per i caduti a Nassirya: davanti al monumento ai Martiri per la pace è stata deposta una corona di fiori dal sindaco Vittorio Marzoli, che nel suo discorso ha ricordato «il sacrificio di chi è morto per portare la pace ad altri popoli». Presenti il sindaco di Anzio Candido De Angelis, i comandanti locali di carabinieri, polizia, guardia di Finanza, esercito, le associazioni di ex combattenti e carabinieri in congedo.