Il 16 marzo 1946 Ferruccio Parri inaugurava l'istituzione milanese Fondata da Antonio Banfi e da un gruppo di intellettuali antifascisti, la Casa della Cultura festeggia 65 anni. Per celebrare la ricorrenza, oggi alle 18, nella sede di via Borgogna 3, si tiene l'incontro «Cultura e politica. Al tempo dei populismi». Intervengono tra gli altri Salvatore Veca e Giuliano Pisapia. «Nel futuro dice il direttore Ferruccio Capelli , lavoreremo per un nuovo umanesimo». Un pensiero critico lungo 65 anni «Vorremmo un'agorà dove porre le basi di un nuovo umanesimo» Il taglio del nastro avvenne esattamente 65 anni fa, il 16 marzo 1946. Fu allora che Ferruccio Parri e Antonio Banfi «aprirono» ufficialmente la Casa della Cultura, un'istituzione che, ricorda oggi il presidente Ferruccio Capelli (che alle 18, in via Borgogna 3, festeggerà l'anniversario con un incontro dedicato al rapporto tra cultura e politica, ospiti, tra gli altri, Salvatore Veca, Silvia Vegetti Finzi e Giuliano Pisapia), «aveva l'obiettivo di far convergere gli intellettuali democratici e antifascisti. Non a caso fu chiamato proprio Parri, Presidente del Consiglio nel '45 e uno dei principali animatori della guerra partigiana e, accanto a lui, oltre a Banfi, primo presidente della Casa, quel gruppo di intellettuali chiamati Scuola di Milano, che annoverava filosofi come Enzo Paci e Dino Formaggio». Tra le Case della Cultura nessuna sembra essere così longeva... «La particolarità, e Io sforzo, dell'esperienza milanese fu farne un luogo di riflessione libero e aperto. La cui esistenza, però, durante gli anni della Guerra fredda, fu messa a rischio. La fece rinascere la decisione di Banfi di affidarne la direzione a una giovane Rossana Rossanda che ebbe la grande intuizione di esigere e garantire alla Casa la piena autonomia dal partito di riferimento, il Pci, trasformandola, proprio in un periodo di grandi ortodossie, in un luogo libero e critico. Lì nel '56 erano confluiti gli intellettuali che rifiutavano la repressione in Ungheria». Obiettivi per i prossimi 65 anni? «Muoversi in continuità con quello spirito, riaffermando con ostinazione il bisogno del pensiero critico. Vorremmo avere un luogo pubblico, un'agorà della città, dove tessere le fila di un illuminismo per tutti e di un nuovo umanesimo. Perché è a Milano, città viva ed energica, che si gioca Io scontro tra le egemonie, il confronto con i populismi e la destra».
Milano. La Casa della Cultura compie 65 anni
Il 16 marzo 1946, Ferruccio Parri e Antonio Banfi hanno inaugurato la Casa della Cultura a Milano. L'istituzione è stata fondata da un gruppo di intellettuali antifascisti e aveva l'obiettivo di far convergere gli intellettuali democratici e antifascisti. La Casa della Cultura è stata messa a rischio durante la Guerra fredda, ma è stata rinasciata grazie alla direzione di Rossana Rossanda, che ha garantito la sua autonomia. Oggi, la Casa della Cultura celebra i 65 anni e si tiene un incontro per discutere il rapporto tra cultura e politica. Il direttore Ferruccio Capelli annuncia che lavoreranno per un nuovo umanesimo e un pensiero critico.
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