In occasione della Notte della Cultura. Si va verso il record assoluto MESSINA. Storia, arte figurativa, architettura, tecnica, scienza, paesaggistica. Si toccano (con mano, si potrebbe dire) tutti questi argomenti nella visita a Forte San Salvatore, la costruzione che sorge alla base della Madonnina del Porto, riaperta alla città dal Distaccamento della Marina Militare di Messina dopo il recente restauro curato dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali. Non è stato certo un caso che, nella recente Notte della Cultura promossa dal Comune, il forte sia stato visitato in poche ore da circa tremila persone. Così il capitano di vascello Santo Legrottaglie, comandante della base messinese, rivendica con orgoglio l'interesse mostrato da scuole e associazioni che lungo tutto l'anno visitano questo luogo: 1.300 persone nel 2010 che saranno molte di più alla fine di quest'anno, in cui il ritmo è aumentato. Per visitare Forte San Salvatore e la vicina Lanterna del Montorsoli (sempre di pertinenza della Marina) basta inviare una richiesta indirizzata al Distaccamento della Marina Militare tramite fax (0906400211) o email (maridist.messinamarina.difesa.it). La risposta e l'appuntamento sono garantiti in tempi brevi. Il Forte, che fu costruito dagli spagnoli tra il XVI e il XVII secolo, inglobando la torre di Sant'Anna e demolendo (purtroppo) la maggior parte del monastero basiliano di San Salvatore dei Greci, trasferito nell'area dove adesso sorge il Museo regionale, si trova in una posizione che all'epoca e fino alla seconda guerra mondiale era assolutamente strategica. Una lunga storia che è visualizzabile non solo percorrendo le antiche mura, i bastioni e gli eleganti interni (una caratteristica che non sempre si trova nelle fortezze), ma anche per una serie di pezzi esposti, embrione di quello che potrebbe diventare un museo, con specializzazione da scegliere. Ci sono, infatti, i tre magnifici reperti di proprietà del Museo, adesso lasciati come splendido ornamento del Forte. All'ingresso troviamo una grande lapide in marmo con iscrizione piombata, del 1852, che attesta l'ampliamento concesso da Ferdinando II di Borbone - dell'area del porto libera da franchigie e proveniente dal muro dell'Ufficio del Portofranco che si trovava nella zona di Porta Zaera. All'interno troviamo gli altri due pezzi: un bellissimo Stemma reale con simboli marittimi e comunali (sec. XIX), della stessa provenienza; e un'altra lapide (1898) commemorativa dei moti del 1848, con testo di Tommaso Cannizzaro, che si trovava nella parte finale della Palazzata. Ma il comandante Legrottaglie è giustamente fiero di un'altra iniziativa, targata per intero Marina Militare: una sala (a sinistra, entrando) dedicata alla storia del Distaccamento di Messina. Apparecchi tecnici (trasmittenti, radiolocalizzatori, punterie di cannoni, tute da sommozzatore eccetera) e fotografie, tutti d'epoca, ci riportano alle pagine della seconda guerra mondiale, quando a Messina erano di base vari incrociatori, raccontando un passato tragico ma anche di nobile importanza, prima di una progressiva decadenza che potrebbe essere riscattata proprio dalla restituzione alla città dell'intera Zona Falcata. Non solo, quindi, la lungimirante apertura sociale della Marina, ma anche l'atteso salto di qualità delle forze politiche e produttive. La sinergia del Distaccamento con Soprintendenza, Museo e Comune si allarga anche al Museo delle Fortificazioni di Forte Cavalli che a San Salvatore ha collocato una mina antinave e una bomba aerea americana. Una sala particolarmente interessante è dedicata al Comando Zona Fari con sede a Messina e che sovrintende a tutti i 151 segnalamenti della Sicilia, di cui 49 fari principali. Si tratta di parte di una mostra che ha cominciato il suo cammino nel castello di Spadafora e che ora viene richiesta in varie città. Dunque, non sempre questa pane espositiva è disponibile. Il capo di I classe Giovanni Bonfiglio ne è l'anima appassionata. Ci fa vedere le copie dei progetti di vari fari, provenienti dall'Archivio di Stato di Palermo, redatti dopo che Ferdinando II nel 1855 decise di migliorare la rete di sicurezza allo scopo di incrementare il commercio. C'è anche il libro mastro dei guardiani siciliani; nel secolo scorso erano tantissimi, adesso con gli impianti automatici sono un centinaio nell'intera penisola.
Messina. Il restaurato Forte San Salvatore visitato da oltre tremila persone
In occasione della Notte della Cultura, Forte San Salvatore a Messina è stato riaperto al pubblico dopo un restauro. Il forte, costruito dagli spagnoli tra il XVI e il XVII secolo, è stato visitato da circa tremila persone. Il Distaccamento della Marina Militare di Messina ha curato il restauro e ha aperto la struttura al pubblico. Il forte contiene una serie di pezzi esposti, tra cui una grande lapide in marmo e due altri pezzi storici. La Marina Militare ha anche aperto una sala dedicata alla storia del Distaccamento di Messina e una mostra sulle fortificazioni di Forte Cavalli. Il forte è stato anche utilizzato per esporre una mina antinave e una bomba aerea americana.
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