Venerdi il Presidente Napolitano inaugurerà il rinnovato Museo nazionale del Risorgimento di Torino In mostra bandiere, oggetti, dipinti, documenti mai esposti prima Il nuovo Museo Nazionale del Risorgimento di Torino è pronto. Il taglio del nastro sarà venerdì, con l'inizio delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, alla presenza del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Nato nel 1878, come «ricordo nazionale di Vittorio Emanuele II», il museo è ospitato nel Palazzo che fu sede nel 1948 del Parlamento subalpino e dal 1861 al 1864 di quello italiano. Il nuovo allestimento, curato dal professor Umberto Levra con la collaborazione dello scenografo Richard Peduzzi, è costato 15 milioni di euro, di cui 7 elargiti dalla Compagnia di San Paolo, il resto dalla Regione Piemonte e dal Ministero per i Beni Culturali. I lavori sono durati complessivamente cinque anni e l'attesa è grande: fino a metà giugno sono esaurite le prenotazioni, con 53.000 visitatori che hanno riservato la visita da tutta Italia e anche dall'estero. In ogni caso, all'inizio sarà una sorta di "regalo" ai cittadini: dal 20 al 31 marzo il Museo del Risorgimento potrà infatti essere visitato del tutto gratuitamente. Nelle trenta sale di colori diversi sono esposti quasi 2.600 tra dipinti, sculture, documenti e oggetti, con video e touch screen, in 3.500 metri quadrati di esposizione. Il 65 per cento degli oggetti esposti non era mai stato mostrato prima di adesso (sono oltre 53mila, complessivamente, gli oggetti posseduti dal Museo). Un percorso espositivo che abbraccia un periodo ampio, andando dalle rivoluzioni di fine Settecento alle soglie della prima guerra mondiale, questa volta in un contesto europeo grazie al racconto dei processi di nazionalità nei principali Paesi con attraverso quattordici filmati e otto approfondimenti. Si inizia dallo scalone e dal solenne atrio, in cui sono appesi i gonfaloni di 20 città, si approda all'Aula della Camera dei deputati del Regno: al centro di ogni sala un elemento scenografico, da Garibaldi sulla cavalla Marsala (la celeberrima cavalla che lo accompagnò nell'impresa dei Mille) alla carrozza di Cavour, dalla cella di Silvio Pellico allo Spielberg alla camera da letto in cui, ad Oporto, mori Carlo Alberto. Ci si affaccia poi sul Parlamento subalpino, e al centro della sala ispirata al '48 in Europa il torchio viennese, simbolo della libertà di stampa. Dopo le sale dedicate a due grandi protagonisti, ovvero Giuseppe Garibaldi e il conte Camillo Benso di Cavour, gli ambienti dedicati ai dipinti di battaglie e all'epica del Risorgimento, quest'ultima presente nei grandi quadri esposti nell'Aula del Parlamento italiano. Tra gli oggetti che sono in mostra, persino il telaio con il quale fu tessuta nel 1861 la prima bandiera italiana. Si potrà scegliere fra tre percorsi: uno breve di circa 45 minuti che illustra una novantina di oggetti fra quelli esposti, uno considerato "standard" di 90 minuti e uno di approfondimento che dura due ore e prende in esame ben 288 oggetti. Tutti gli spazi del museo sono privi di barriere architettoniche ed è disponibile un percorso dedicato ai visitatori ipovedenti e non vedenti, mentre per gli ipoudenti è disponibile un percorso specifico sulle videoguide con il linguaggio dei segni. Il Museo dispone di una Biblioteca con annessa emeroteca con 167.750 libri e opuscoli e 1916 testate di periodici italiani del XIX secolo. Esiste inoltre un Gabinetto iconografico con più di 15mila tra stampe e manifesti.