Protesta Giovanardi: «Lascio, troppi tagli per le famiglie» Oggi vertice da Napolitano Romano all' Agricoltura, Galan alla Cultura. Malumore di Scajola ROMA Nel giorno in cui tutti i nodi vengono al pettine dalle richieste sempre più pressanti dei Responsabili al malumore profondo di Scajola, dalle pretese del partito del Sud alla minaccia di dimissioni di Giovanardi al cui Dipartimento per la famiglia sono stati dimezzati i fondi Berlusconi in parte risolve, in altre mette pezze, in altre ancora rimanda le decisioni. Ieri il premier ha incontrato praticamente tutti coloro che hanno da sottoporgli problemi da risolvere, impegnato in defaticanti faccia a faccia e vertici dal primo mattino a notte fonda, e per ora l'unica decisione che sembra aver preso è di nominare al più presto Saverio Romano, leader della componente maggiore dei Responsabili, ministro dell'Agricoltura, come da lui sostanzialmente preteso. Una mossa che prevede lo spostamento di Giancarlo Galan ai Beni culturali, al posto di Bondi che ha annunciato le sue dimissioni per tornare ad occuparsi solo del partito. L'appuntamento al Quirinale è già fissato: Berlusconi con Gianni Letta saliranno al Colle per illustrare non solo l'intenzione di procedere alle due nomine (per ufficializzarle, se possibile, già in giornata, sempre che si superino i dubbi di Galan che chiede «garanzie» sui fondi a disposizione del ministero della Cultura, perché «io non voglio fare la fine di Bondi» ripete a chi gli parla), ma anche quella di allargare la compagine ad altri sottosegretari rispetto agli attuali I sette posti di sottogoverno ancora vacanti, infatti, non sembrano sufficienti per placare le ire e le pretese di «conoscimento politico» che arrivano non solo dai Responsabili (ieri il capogruppo Sardelli ha scritto una lettera a Berlusconi per ricordargli bruscamente l'impegno a chiamare al governo un congruo numero dei suoi: Calearo, Pionati, Cesario, Belcastro, Polidori), ma anche dalla Destra di Storace, dai vari finiani di ritorno, nonché dai tanti scontenti dell'ex Forza Italia che sono ormai sul piede di guerra. Quasi sotto assedio, il premier tenta di romperlo chiedendo pazienza, tempo, tempi migliori. E se sui ministeri l'attesa non sembra più possibile, nella partita dei sottosegretariati bisogna per forza trovare un'intesa con il Quirinale - l'intenzione è quella di farsi autorizzare un decreto per aumentare il numero dei posti, ma in caso di resistenza da parte di un Napolitano per niente convinto, bisognerà passare per un disegno di legge che sposterà necessariamente i tempi in avanti. Con tutti i rischi di impantanamento della situazione che lo slittamento comporta. Anche per questo Berlusconi cerca di puntellare in tutti i modi la sua maggioranza inquieta. Il caso più scottante è quello di Claudio Scajola, che ha minacciato la creazione di gruppi autonomi se il partito non cambierà rotta Ieri tra i due c'è stato il secondo fitto e teso colloquio nell'arco di pochi giorni, e ancora non si vedono schiarite. Berlusconi ha spiegato all'ex ministro che i sondaggi sconsigliano un suo ritorno al governo (la questione della casa al Colosseo, ha allargato le braccia, ancora pesa), gli ha spiegato che il posto di Bondi non è disponibile, gli ha assicurato che lui comunque non vuole assolutamente perderlo, e gli ha proposto un ruolo di responsabile del partito sul territorio. Deluso Scajola, che per ora ha declinato quella che gli pare un'offerta poco consona al peso nel partito e alle capacità organizzative che ha dimostrato «in tanti anni» di avere. Così, mentre resta il gelo, si è fissato un nuovo appuntamento nel fine settimana per trovare una difficilissima via d'uscita, che al momento non si vede nonostante gli sforzi di mediatori come Antonio Martino che ieri pure è stato ricevuto dal premier. E mentre si accendono gli animi anche in periferia, un'altra grossa grana si apre con i rappresentanti dell'area sudista del partito: ieri sera in un vertice con coordinatori, i capigruppo, il ministro Fitto, il vice ministro Miccichè, si è affrontato lo spinoso nodo dei fondi per le Rinnovabili (se verranno tagliati, Miccichè minaccia la creazione di un vero partito del Sud). E anche la decisione sul candidato sindaco di Napoli si fa impellente, mentre per Berlusconi arriva una sola buona notizia la finiana Giulia Cosenza, che ieri è andata a trovarlo a Palazzo Grazioli, avrebbe ormai deciso di tornare nel PdL