Mi riesce difficile capire come sia possibile che una persona della qualità del ministro Tremonti non si renda conto che il modo in cui sta sottraendo risorse alle attività e ai beni culturali porta virtualmente l'Italia alla rovina. Non è un'esagerazione. Almeno quella parte antica o antichissima del Paese che viene dal nostro passato sta infatti andando letteralmente a pezzi o precipitando in un'incuria che finirà ineluttabilmente per cancellarla. Caro professore, ci ripensi. Confesso di nutrire simpatia per il ministro Tremonti. In un Paese di «piacioni» e di politici falsamente alla mano, il suo atteggiamento sempre un po' ironico, quando addirittura non sprezzante, la sua incontenibile propensione a infischiarsene del bon ton democratico, e viceversa a salire in cattedra (impartendo lezioni di solito tutt'altro che stupide), sono cose apprezzabili. Insomma, oltre che simpatia ho anche stima del professor Tremonti. Proprio per questo mi riesce difficile capire come sia possibile che una persona della sua qualità non si renda conto che il modo in cui sta sottraendo risorse alle attività e ai beni culturali porta virtualmente l'Italia alla rovina. Non è un'espressione esagerata, questa. Almeno quella parte antica o antichissima del Paese che ci viene dal nostro passato (gli edifici, il patrimonio delle biblioteche e dei musei, le aree archeologiche) sta infatti andando letteralmente a pezzi o precipitando in un'incuria che finirà ineluttabilmente per cancellarla. Così come si sta restringendo progressivamente la nostra possibilità di fare musica, teatro, cinema. Non si tratta di ambiti separati. Alla fine la cultura vale a dire ciò che fa l'uomo più umano è infatti una cosa sola. Tra gli Uffizi e Cinecittà, tra la Scala e un museo di strumenti musicali, tra la Biblioteca Marciana e il Teatro greco di Taormina, esiste una corrispondenza misteriosa, un dialogo segreto attraverso i secoli che, allacciatisi in queste contrade hanno prodotto risultati ineguagliati. E che noi, italiani di questa generazione, dobbiamo sentire la responsabilità di non inter-rompere. Invece come ha detto Andrea Carandini annunciando l'altro ieri le sue dimissioni dalla presidenza del Consiglio superiore dei Beni culturali «una parte del Paese sta affondando se stessa»: Sono sicuro che Giulio Tremonti tutte queste cose le sa bene. E è la ragione che mi spinge a vincere quel timore di apparire patetico da cui si è irresistibilmente presi quando si parla di certo cose ad un politico italiano. «Sai che ci capisce e che gliene importa»,uno pensa subito. Invece, credo che Tremonti capisca, e che in un modo e in una misura che non conosco gliene importi anche. Ma i numeri sono contro di lui: a cominciare dagli ulteriori 77 milioni (27 allo spettacolo, 50 a tutto il resto) tolti negli ultimi giorni alla dotazione del ministero dei Beni culturali. Cifre inquietanti a cui ne aggiungo solo pochissime altre, rimandando al libro dei nostri Stella e Rizzo, Vandali, chi volesse avere un panorama più completo e agghiacciante del disastro. Basti dire, dunque, che i fondi attualmente a disposizione del suddetto ministero ammontano appena allo 0,21 per cento dell'intero bilancio dello Stato (erano lo 0,34 solo pochi anni fa). Per la tutela dell'intero patrimonio storico-archeologico-artistico il nostro Paese stanziala cifra ridicola di 50 milioni di euro (il Louvre da solo ne impegna 2271). Siamo arrivati al punto che sempre a scopo di tutela l'amministrazione italiana è ridotta a impiegare un archeologo ogni 34 kmq di terreno archeologico (per i circa 50 ettari di Pompei c'è un solo archeologo), e uno storico dell'arte o un architetto ogni 57 edifici tutelati. In complesso, a causa del mancato rimpiazzo, l'amministrazione dei Beni culturali vede oramai il proprio personale tecnico, amministrativo e di sorveglianza diminuire ogni annodi circa 800 unità. Chiedo a Tremonti: dobbiamo proprio rassegnarci a questa situazione? Come italiano, lui si rassegna? Gli pare ammissibile? Glielo chiedo in tutta sincerità, non retoricamente. E glielo chiedo immaginando bene, tra l'altro, tutte le ragioni di fastidio o addirittura di cordiale antipatia che uno come lui può nutrire per il mondo che gravita intorno alla cultura: è perlopiù, infatti, un mondo popolato di gente quasi tutta di sinistra spesso, per giunta, di quella più conformista, ipocrita e doppiopesista che ci sia; è un mondo abituato a spendere infischiandosene disinvoltamente della risposta del pubblico e della tenuta dei conti; è un mondo, infine, pervaso da un bieco corporativismo sindacale. Tutto vero (almeno in parte. E almeno secondo me). Ma proprio per questo mi viene da dire: gli faccia un dispetto, professor Tremonti, a questo mondo. Gli faccia vedere: che anche il ministro di un governo di destra può avere a cuore le sorti del cinema, dei musei, delle biblioteche. Cerchi di fare qualcosa. Dopotutto, le assicuro, ci sono anche gli italiani non di sinistra, i quali proprio tutti analfabeti non sono. E poi alla fine, se proprio non bastasse, c'è l'Italia: il cui interesse, se ben ricordo, lei dovrebbe aver giurato di difendere.
Corriere della Sera
16 Marzo 2011
Tremonti, ci ripensi
ER
Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera
Il ministro dei Beni culturali, Giulio Tremonti, sta sottrarre risorse alle attività e ai beni culturali, portando virtualmente l'Italia alla rovina. L'autore del testo esprime la sua ammirazione per il ministro, ma non capisce come possa non rendersi conto del danno che sta causando. I fondi per la tutela del patrimonio storico-archeologico-artistico sono ridotti a cifre ridicole, e l'amministrazione dei Beni culturali sta riducendo il proprio personale tecnico e amministrativo. L'autore chiede al ministro di fare qualcosa per fermare questo disastro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 3 Nov 2002
Nuova cultura senza un'idea. Le attese (deluse) di un cambiamento
Eddyburg · 5 Ago 2005
ARCHIVI - L'archivio? Ogni governo avrà il suo
Corriere della Sera · 21 Lug 2007
BENI CULTURALI - Ministro, apra quella porta
Corriere della Sera · 22 Lug 2008
Beni culturali - LA CULTURA COME RISORSA
Corriere della Sera · 9 Ago 2009
Una politica senza cultura
Corriere della Sera · 13 Nov 2009
Ideologia invece di Cultura. Così nasce uno Stato etico
Corriere della Sera · 2 Ago 2010
Italiani senza Italia. A decidere che cosa fare di Dolomiti, fiumi e isole saranno i consigli comunali
Corriere della Sera · 27 Set 2010
Firenze. Fondi dimezzati, la Biblioteca muore
Corriere della Sera · 21 Feb 2011
Il Museo della storia che ancora manca all'Italia
Corriere della Sera · 27 Ago 2012
IMMAGINI E COSTI DELL'INCURIA. IL PAESAGGIO PRESO A SCHIAFFI
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Il Manifesto Sardo · 16 Mar 2009
Una tutela in fuga
Corriere della Sera · 17 Mar 2009
BRESCIA - Matrimoni al Museo Ma non è un divorzio dalle grandi mostre
Corriere della Sera · 20 Mar 2009
MILANO - Nozze di Festa Evento Dopo un restauro in diretta lungo un anno torna nella sala XXIV della Pinacoteca di Brera la famosa pala di Raffaello
Gazzetta di Mantova · 19 Mar 2009
MANTOVA - Il Comitato, finalmente. Ma...
la Repubblica · 24 Mar 2009
TORINO - Comitato scientifico del Museo Egizio Roccati presidente
Corriere della Sera · 26 Mar 2009
FIRENZE - Il posto degli Uffizi? Ventunesimo
La Nazione · 3 Apr 2009
Il David di Donatello ambasciatore fiorentino al G8
Libero · 4 Apr 2009
A forza di conservare non rimarrà nulla
Corriere della Sera · 4 Apr 2009
Musei. La lezione di Londra. Cambiare abito, anche Raffaello a prezzi low cost
il Giornale · 6 Apr 2009
Io nel museo più bello. Che non vedrete mai
il Giornale · 5 Apr 2009
FABIO ISMAN Beni culturali, fermare la razzia è un'opera d'arte collettiva
La Nazione · 5 Apr 2009
La Protezione civile pronta a chiedere il David per il G8
Corriere della Sera · 22 Apr 2009
Mostre, il Correggio non salva l'Italia
l'Unità · 22 Apr 2009
La razzia dell'arte perduta. Trent'anni di furti e nessuno la pagherà
il Giornale · 23 Apr 2009
MILANO - La Grande Brera sarà il mio regalo per Milano
il Giornale · 24 Apr 2009
L'INTERVISTA MARIO RESCA
L'Arena · 27 Apr 2009
VERONA - Torna a splendere la Pala del Mantegna Sarà a Verona per la festa del patrono
La Nazione · 27 Apr 2009
FIRENZE - Restaurata la pala di San Zeno del Mantegna
La Stampa · 17 Apr 2009
Un nuovo furto a Stupinigi: sparito angioletto da 40 mila euro
The New York Times · 1 Mag 2009
STAMPA ESTERA - No Smiley Faces the Day the Lady Left the Louvre