Da Bondi al trasversale Galan Tu chiamale se vuoi premonizioni. Il 3 marzo scorso Giancarlo Galan, presentando Paesaggi rurali storici (Laterza) nella bellissima sala Cavour del ministero dell'Agricoltura, disse che gli sembrava di stare al ministero dei beni culturali. Ieri, prima che uscisse la notizia della possibile nomina oggi, ha anticipato le linee guida: «Qualche buona idea ce l'ho, e la fortuna che mi ha sempre accompagnato. E la cultura ha bisogno di fortuna e idee». E soldi. Linea opposta a Bondi, che ha avuto poca fortuna, ancor meno soldi, zero idee. Linea ostica, perla Lega, data la centralità della tutela paesaggistica nell'azione di Galan. Un impegno politico e culturale, come testimonia quanto disse alla presentazione del libro Laterza, salutando con favore l'istituzione del catalogo dei paesaggi rurali. «Il Legislatore ha l'obbligo di salvaguardare la bellezza della nostra Italia», il paesaggio rurale fa parte del patrimonio culturale. Parole non proprio latte e miele per la Lega che vede nel Mibac, tra sovrintendenze e vincoli (riforma Urbani), una di bestia nera per interessi urbanistici e commerciali. Galan, da presidente del Veneto, nel 2009 firmò proprio con Bondi un protocollo d'intesa per l'elaborazione congiunta di un piano paesaggistico. E si appunta sul petto come medaglie le battaglie contro le amministrazioni locali di centro-destra: a difesa dei colli Euganei, bloccando ad Arquà l'urbanizzazione di un villaggio sulle colline di Petrarca. O in difesa di Pieve di Soligo, cuore della poesia di Andrea Zanzotto, minacciato dal cemento selvaggio. Curioso: a Galan la poesia del paese-Italia sembra stare più a cuore del ministro poeta Bondi, travolto da una metafora più grande di lui: il crollo di Pompei. Catastrofe dopo la quale Bondi ha raccolto critiche bipartisan. Trasversale, Galan, può esserlo in positivo, come il manifesto "Verso Nord" di Massimo Cacciari e Franco Miracco (spin-doctor di Galan), per un nord post-ideologico (post-leghista?), con criteri giusti. I soldi son pochi? Si diano con metodo, non per partito preso, come quelli tolti alla Fenice di Venezia (centrosinistra) ed elargiti all'Arena di Verona (leghista), quando la seconda ne ha meno bisogno. Speriamo Galan dimostri che la cultura è patrimonio da difendere al di là degli schieramenti. Non al di qua del proprio, come Bondi.