Il sindaco Cenni: «Regione scorretta, vincoli da cambiare in fretta» Il sindaco: «Sviluppo di Peretola concordato con i sindaci della Piana ma prima le valutazioni sull'impatto» CRI. OR. PRATO. Sul Pit regionale è guerra totale. Ad armare i cannoni il sindaco Roberto Cenni che convoca stampa e televisioni (dopo una riunione di maggioranza, il giorno prima, alla quale hanno partecipato tecnici e professionisti) per dire, in sostanza, che no, proprio non ci sta allo scippo di 800 ettari messi in salvaguardia illegittimamente dalla variante del Pit per il parco della piana. «Perché di fatto - spiega il sindaco, accompagnato dall'assessore all'Urbanistica Gianni Cenni - l'aver bloccato per tre anni le aree di frangia delle zone agricole, significa mandare completamente all'aria i piani di sviluppo urbanistico ed economico di Prato. Vincoli che la Regione deve cambiare e in fretta». E' arrabbiato davvero il sindaco Cenni che dice di «essere stufo» e si spinge ad affermare che «tuteleremo i diritti della città in ogni modo possibile» ed annuncia una campagna di informazione diretta ai cittadini «che devono sapere quali saranno le conseguenze delle scelte illegittime fatte dalla Regione». E' Gianni Cenni ad accennare a quali potrebbero essere gli strumenti da usare per contrastare le delimitazioni previste dal Pit: avviare azioni giurisdizionali ovvero, traducendo, far partire una guerra a colpi di ricorsi al Tar e Consiglio di Stato una volta che la variante regionale dovesse essere adottata (si parla di giugno). Brutta storia, perché la frattura istituzionale c'è ed è un solco profondo. «Anche perché c'è lo spazio - continua l'assessore Cenni - per un ragionamento politico per nulla simpatico: i vincoli posti dal Pit durano per tre anni, arrivano ciò alla scadenza di questa legislatura. Pensando male si può affermare che la Regione ha puntato ad anestetizzare la giunta più forte del centrodestra in Toscana e colpendola al cuore: privandola del governo del territorio». Che danni provocano i nuovi confini del parco agricolo (8mila ettari complessivamentre) che inglobano, oltre ai 2mila ettari messi a disposizione dal Comune (Cascine di Tavola e area umida di Pantanelle compresi) altri 800 ettari ricavati in zone, secondo il Comune di Prato, in parte urbane? Di bloccare, tanto per cominciare, la realizzazione dei circa 80 appartamenti in via di Gello di edilizia popolare progetto per altro finanziato dalla Regione. Mettendo in salvaguardia una parte dei terreni Salvi Cristiani si impedirebbe al Comune di perequare l'alleggerimento, in termini di densità, previsto nel Macrolotto zero. Lo stessa dicasi per alcune aree limitrofe al Macrolotto zero e a ad alcuni terreni che ricadono nel territorio di Capezzana. Rammarico viene espresso anche per la posizione dell'opposizione Pd e Idv. «Che si è strumentalmente - dicono - trincerata dietro il no alla pista parallela di Peretola ma avallando le scelte della Regione sul parco agricolo». E' il capogruppo Pdl Roberto Baldi a spiegare che giovedì scorso, in consiglio, al termine della discussione sulle mozioni su Peretola «avevamo proposto all'opposizione una quadra complessiva con l'approvazione all'unanimità di un documento nel quale si sarebbe confermato il no alla pista parallela ma con una serie di critiche sul dimensionamento delle aree messe in salvaguardia, ma l'opposizione ha rifiutato». Il presidente Pd è possibilista invece sulla nuova pista: «Se la Regione arretrerà sul dimensionamento del parco, si potrà discutere sullo sviluppo di Perertola». Cenni ha ribadito la necessità di andare a studi sulla valutazione dell'impatto ambientale. «La nuova pista - ha concluso il sindaco - dovrà nascere comunque da una decisione sinergica di tutta la piana. Prato non andrà per conto suo ma deciderà con Campi Bisenzio e Sesto fiorentino».
PRATO - Il Comune dichiara guerra al Pit
Riassunto in 200 parole:
Il sindaco di Prato, Roberto Cenni, ha convocato stampa e televisioni per discutere della variante del Pit regionale che prevede la delimitazione di 800 ettari di terreni agricoli in salvaguardia. Cenni afferma che questo blocco significa la fine dei piani di sviluppo urbanistico ed economico della città e che la Regione deve cambiare le scelte. Il sindaco è arrabbiato e annuncia una campagna di informazione per avvertire i cittadini delle conseguenze delle scelte della Regione. L'assessore all'Urbanistica, Gianni Cenni, suggerisce di avviare azioni giurisdizionali per contrastare le delimitazioni previste dal Pit.
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