Il garante regionale Morisi all'assemblea "Pratopartecipa" Il parco deve diventare una grande alleanza interistituzionale a prescindere dal colore politico o non avrà futuro MARIA LARDARA PRATO. Risposte sicure non ne ha date. Figuriamoci quelle politiche. Del resto, non poteva. Per questo lunedì sera, all'assemblea della Costituente sulla partecipazione promossa da Paolo Sanesi, ha messo subito le mani avanti: «Non mi chiamo Enrico Rossi né Anna Marson». Il garante in Regione Massimo Morisi ha fatto però ugualmente da capro espiatorio per le lamentele della giunta Cenni sulla variante al Pit regionale. L'idea, nel salone di Palazzo Pacchiani, era di fare partecipazione con i cittadini con un focus sulle 60 pagine del Rapporto di informazione, ascolto e comunicazione per il Pit regionale. Il frutto di pareri raccolti tra 4500 cittadini della piana tra gennaio 2009 e giugno 2010, rispetto alle questioni Parco della Piana e aeroporto. «O il Parco diventa una grande alleanza interistituzionale a prescindere dal colore politico o non avrà futuro. Con una variante al Pit - chiarisce Morisi - è stata data dignità di strumento urbanistico al progetto di un parco come elemento ordinatore delle politiche territoriali. E' con questo scenario che l'ammodernamento dell'aeroporto deve fare i conti, non come alternativa ma come complemento possibile». E nell'elenco di raccomandazioni del Garante spunta la priorità della salute come «opzione innegoziabile». I cittadini insomma si tranquillizzino, sulla scia del polverone sollevato sul potenziamento di Peretola con pista parallela verso Prato. «Gli amministratori regionali non hanno compiuto una scelta di pista parallela o allungata: lo scenario è aperto a ogni ipotesi». Illuminante Morisi anche sui meccanismi di partecipazione quando ricorda che all'articolo 2 (12 ter) del testo che integra la disciplina generale del Pit sulla qualificazione dell'aeroporto è assicurato «l'espletamento delle forme più idonee di partecipazione». Incalzato dal sindaco Roberto Cenni e dall'assessore competente Gianni Cenni sullo «scippo» degli 800 ettari messi a vincolo per Prato dalla variante del Pit (per l'assessore all'Urbanistica «suona come un supremo decreto regionale con un diktat forte sugli strumenti urbanistici»), Morisi ricorda che «le misure di salvaguardia scatteranno una volta che la variante sarà adottata». E su quei 800 ettari a verde agricolo (aree di frangia) che guasterebbero i piani urbanistici della giunta, Morisi ammette che «probabilmente degli errori in sede tecnica sono stati commessi, ma sarebbe demenziale pensare a una volontà della Regione di colpire Prato». Largo poi agli interventi, di politici e cittadini: il consigliere provinciale Francesco Querci (Udc), il consigliere comunale Simone Mangani (Pd) e il segretario Salvo Ardita dell'Idv. Se Paolo Paoli del comitato "No aeroporto" ha chiesto al primo cittadino di «mettere sul no all'aeroporto la stessa passione che dimostra per difendere gli 800 ettari di parco agricolo», sul finale il consigliere regionale dell'Idv Rudi Russo ha rimproverato al garante Morisi la piega presa dall'assemblea: «Volevo ascoltare i cittadini ma ho assistito a un comizio del sindaco».