Non una cifra a caso. E nemmeno un rabbocco trascurabile. Ma 200 milioni di euro, tondi tondi. Cento per i beni culturali, altrettanti per le attività. Questa la cifra conteggiata ieri a spanne dal sottosegretario Francesco Maria Giro. Un rifinanziamento necessario per salvare il patrimonio culturale italiano. «Abbiamo bisogno subito di 200 milioni di euro altrimenti il sistema culturale nazionale rischia di bloccarsi - ha detto infatti Giro - il dato è oggettivo, risaputo, quasi banale. Adesso però non disperiamo. Credo che avremo una risposta positiva a breve termine. Le recenti dichiarazioni di Gianni Letta sono state rassicuranti». Sulla direzione espressa, insomma, non si cambia: l'integrazione al fondo serve, eccome. E a dirlo già dalle prime ore questa volta non sono le Fondazioni liriche o le istituzioni, ma lo stesso sottosegretario. Che temporeggia e attende ora le prossime decisioni. Sul problema dei tagli (più del 409 di finanziamenti in meno previsti per la Biennale) è tornato anche il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta ieri alla Kunsthaus di Zurigo, al termine della conferenza stampa di presentazione internazionale della 54esiora Biennale Arte (altre ne seguiranno a Berlino, Mosca, Londra, Parigi e New York) con la curatrice Bice Curiger. «Ringrazio Francesco Giro per le parole con cui ha aperto il suo intervento nella conferenza di venerdì a Roma - ha detto - i giudizi lusinghieri espressi sulla qualità dei risultati conseguiti in questi anni dalla Biennale, sulla gestione e sui progetti in corso, indicano che da parte del Ministero non vi è solo un'allerta sui finanziamenti, ma anche una grande attenzione e cura, di cui il Sottosegretario si è fatto portatore, affinché quei risultati non siano compromessi, anzi siano salvaguardati. E' questo lo spirito dei colloqui in corso».