Andrea Carandini si è dimesso ieri dalla presidenza del consiglio superiore dei beni culturali, ruolo a cui lo aveva chiamato il ministro Bondi, il 25 febbraio 2009. Studioso di alto profilo, docente alla Sapienza di Roma, archeologo riconosciuto in tutto il mondo, Carandini ha deciso di lasciare il suo incarico, in modo «irrevocabile», di fronte all'impossibilità, da parte del ministero, di svolgere l'opera di tutela e sviluppo del patrimonio culturale «stante la progressiva e massiccia diminuzione degli stanziamenti di bilancio». Il consiglio superiore, condividendo le considerazioni del presidente Carandini, ha sospeso la seduta in attesa che il ministro compia «un atto politico responsabile, che garantisca il positivo interessamento del Parlamento e del Governo riguardo la drammatica situazione i cui versano i beni culturali». Le dimissioni, giungono nel giorno in cui il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, in visita a Roma, definisce «non intelligente tagliare la scienza, l'istruzione e la cultura». Un appello dall'Europa che preme per frenare la caduta libera delle risorse destinate alla cultura in Italia: il taglio di ulteriori 70 milioni di euro circa, tra Fondo unico dello spettacolo e tutela complessiva del patrimonio, alle già esigue casse del ministero falcidiate dalla legge di stabilità. Sempre ieri la Uil beni culturali ha diffuso le cifre del congelamento dei fondi divise per settore che indicano un taglio maggiore, il 10,04, nello spettacolo dal vivo seguito dal cinema (9,87), dal patrimonio culturale (8,58) e dalle biblioteche (5,97). Fortemente in negativo anche le somme che derivano dal Lotto e destinate ai beni culturali: nel 2004 in totale erano oltre 335 milioni di euro che diventano quasi 92 milioni in tutto nel 2011. I1 pressing nei confronti del governo - e del ministro Tremonti - ha trovato sponda nel sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta che, ricevendo nei giorni scorsi il dimissionario presidente dell'Accademia Santa Cecilia Bruno Cagli (ha però sospeso le dimissioni grazie anche a quell'incontro), si è impegnato a dare soluzione in «tempi ragionevoli». Lo scenario rimane però devastante. Luciamo Sovena, amministratore delegato di Cinecittà Luce ha rilanciato la preoccupazione per le sorti dell'ente dicendo che non sa se riusciranno a arrivare alla fine anno. «Sono ottimista, credo che nessun ministro si assuma la responsabilità di essere ricordato come quello che ha chiuso Cinecittà Luce. Noi svolgiamo un compito che è necessario per la cultura del paese e quindi va sovvenzionato. Abbiamo una funzione istituzionale e far vivere l'istituto Luce, non è cortesia».
Carandini, mi dimetto contro i tagli
Andrea Carandini si è dimesso dalla presidenza del consiglio superiore dei beni culturali, a causa della progressiva diminuzione degli stanziamenti di bilancio del ministero. Il consiglio superiore ha sospeso la seduta in attesa che il ministro compia un atto politico responsabile. Il taglio di 70 milioni di euro per la cultura è stato definito "non intelligente" dal presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso. La Uil beni culturali ha diffuso cifre che indicano un taglio maggiore, il 10,04, nello spettacolo dal vivo e nel patrimonio culturale. I fondi per la cultura sono stati ridotti di quasi 92 milioni di euro tra il 2004 e il 2011.
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