Roma. Il caso del giorno sono le dimissioni di Andrea Carandini, archeologo di fama e presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. Le voci contro i tagli alla cultura, che si tratti di spettacolo e arte o di scuola, sono sempre più autorevoli ed allarmate. Giorgio Napolitano ribadisce quel che ha detto più volte ma le sue parole suonano più forti dopo l'attacco di Silvio Berlusconi e Maria Stella Gelmini, visto che ricorda «il grande contributo che l'istruzione pubblica ha dato alla crescita dei sentimenti di identità nazionale degli italiani». In piena sintonia con il presedente della Commissione Ue, Josè Manuele Barroso: «Non è intelligente tagliare scienza, istruzione e cultura» dice all'università Luiss, dove la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia sostiene che per governo e privati «è uno dei pochi campi in cui bisogna continuare a investire». La polemica per i tagli al Fondo unico dello Spettacolo (Fus) è feroce. Carandini, nominato da Bondi due anni fa al posto del dimissionario Salvatore Settis, sbatte la porta constatata «l'impossibilità del Ministero di svolgere la sua opera stante la progressiva e massiccia diminuzione degli stanziamenti». Con Carandini, il Ministero attende che «il ministro Bondi compia un atto responsabile che garantisca l'interessamento di Parlamento e governo riguardo la drammatica situazione». Acceso lo scontro politico. Per il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zandara «Berlusconi dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa alla cultura italiana»: dopo le proteste di Muti, Cagli, Barenboim e Escobar, per la seconda volta nel giro di due anni il Consiglio superiore dei Beni culturali vede il suo presidente dimettersi per protesta nei confronti del governo». Anche per Rocco Buttiglione, Udc, la decisione di Carandini «dice che la crisi dei Beni Culturali è un dato drammatico e reale». Per Rutelli: «Qualcun altro, cioè Bondi, avrebbe dovuto dimettersi». Non mancano reazioni nel Pdl: «Le dimissioni di Carandini fanno riflettere» dice Bruno Murgia che considera un «errore di prospettiva» il congelamento dei 27 milioni ai danni del Fus. Il sottosegretario Francesco Giro spera nella revocabilità delle dimissioni: «Mi farò portavoce perché il governo ponga fra le priorità l'urgenza di un rilancio complessivo di tutela e valorizzazione dei beni culturali con uno stanziamento iniziale di 200 milioni per preservare l'intero sistema di beni e attività culturali».
Le dimissioni di Andrea Carandini
Il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Andrea Carandini, ha presentato le sue dimissioni a seguito delle proteste per i tagli al Fondo unico dello Spettacolo (Fus). Il governo, guidato da Enrico Letta, ha subito un attacco da parte di Silvio Berlusconi e Maria Stella Gelmini, che hanno criticato le politiche culturali del governo. Giorgio Napolitano ha ribadito la necessità di proteggere la cultura e l'istruzione pubblica. La polemica è feroce e il ministro del Turismo, Piero Fassino, ha chiesto al governo di aumentare gli stanziamenti per il Fus.
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