Ragusa. Sono cinque le richieste di ricerca petrolifera nel Canale di Sicilia già presentate al Ministero dello Sviluppo Economico nel 2009 ed inserite nel bollettino ufficiale degli idrocarburi e della geotermia. Tre richieste arrivano dalla Transunion Petroleum Italia, che ha sede in Roma e che è associata, per queste tre istanze, alla Nautical Petroleum che ha sede a Londra. Un'altra richiesta è stata presentata dalla Petroceltic Elsa sempre di Roma. C'è infine una quarta istanza di permesso presentata dall'Eni, più o meno nella stessa zona. Dal territorio ibleo c'è già una levata di scudi per ribadire il proprio no a nuove ricerche petrolifere in mare. E' quanto ribadisce il Comune di Pozzallo dopo aver appreso la notizia che la Transunion Petroleum Italia srl con nota indirizzata ai Ministeri dell'Ambiente, dei Beni Culturali, dello Sviluppo Economico, Regione Siciliana, Provincia di Ragusa e Siracusa, Comuni di Ispica, Modica, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli, Pachino, Portopalo di Capo Passero, chiede di avviare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale al fine di dare seguito all'istanza di "Permesso di Ricerca denominato d 359 C.R-TU". Pozzallo scende in campo fin da subito e, in una nota diffusa nelle ultime ore, l'Amministrazione comunale dichiara di essere contraria. "Il Comune di Pozzallo dichiara sin d'ora di essere contrario all'iniziativa che contrasta fortemente con i programmi di crescita e sviluppo ecosostenibile del territorio legati alla tutela dell'ambiente e al progetto di valorizzazione turistica e culturale della Sicilia - spiega il sindaco Peppe Sulsenti che lancia anche un appello agli altri sindaci e agli organismi che dovranno esprimersi nel merito - Rivolgo l'invito ai colleghi interessati a fare fronte comune per dire da subito no alla richiesta della Transunion Petroleum Italia srl, convinto che quel tipo di ricerca industriale possa mettere a rischio l'ambiente marino e la bellezza delle nostre spiagge". Sulsenti si dichiara anche pronto ad un incontro tra rappresentanti istituzionali per meglio valutare ogni aspetto. E sulla vicenda a Ragusa è intervenuto anche Daniele Pavone, responsabile per i Beni Culturali, il Turismo e il Paesaggio della Lista Civica Dipasquale Sindaco. "Ho appreso la notizia che una società petrolifera ha avanzato un'istanza di avvio della procedura di valutazione d'impatto ambientale perché intende ottenere un permesso per la ricerca di idrocarburi che riguarda una vastissima area del mare antistante le nostre coste. Ritengo che il nostro territorio debba opporsi con forza ad ogni iniziativa che possa compromettere la salute del nostro mare". Pavone aggiunge: "Le fonti di energia stanno diventando un bene sempre più prezioso e rappresentano una grande ricchezza per il nostro territorio che non a caso proprio nel settore dell'estrazione e della lavorazione degli idrocarburi conta già una storia pluridecennale, avviata nel 1953 dalla Gulf Oil insieme all'Abcd allora guidata dall'ing. Cesare Zipelli. Tuttavia le ricerche condotte a mare mi preoccupano tantissimo perché in caso di incidente il danno ambientale che ne potrebbe derivare sarebbe incalcolabile". 15032011