L'ha deciso il Comune dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco ignorato dal Ministero l'appello di sindaco e parroco La decisione era nell'aria, e puntualmente, dopo il primo sopralluogo ed il conseguente rapporto dei vigili del fuoco, è stata ufficializzata. L'abside e la sacrestia della pieve di San Giovanni Battista a Sant'Ansano in Greti rischiano di crollare e un'ordinanza ad hoc da parte dell'ufficio tecnico del Comune di Vinci ha stabilito che in attesa di interventi, saranno chiuse al pubblico in quanto inagibili. Dal rapporto risulta testualmente che «a seguito di movimento franoso l'abside e la sacrestia sono interessate da lesioni di forte intensità con distaccamento dell'abside suddetto dal resto della struttura». Quindi, «in attesa del ripristino delle condizioni statiche delle strutture lesionate, a tutela della incolumità di persone e cose si rende necessario inibire l'uso della zona dell'abside e della sacrestia, con immediate ed adeguate misure cautelative». Adesso manca solo il sopralluogo del genio civile. L'appello lanciato congiuntamente dal sindaco Dario Parrini e dal parroco di Sant'Ansano don Giancarlo Mascheretti nei giorni scorsi sembra per adesso caduto nel vuoto. «Abbiamo preso contatti - ha affermato il sindaco - con parlamentari di tutte le forze politiche, e continueremo a bussare alle loro porte affinché essi intervengano col Ministero la delicata ed urgente questione. L'unica strada adesso è quella di un intervento rapidissimo del Ministero, per salvare un bene architettonico dall'enorme valore artistico e storico». Lo stesso Parrini nel 2009 aveva scritto direttamente al ministro Bondi, senza esito. Stavolta però l'antichissima pieve romanica di Sant'Ansano in Greti rischia di non farcela. La frana che trascina dietro di sé la millenaria pieve, inesorabile, ha ripreso il proprio cammino e il rischio è di vedere crollare l'intera parte absidale, la parte terminale delle tre navate e forse le fiancate della chiesa. Le crepe sono eloquenti. Del resto, gli stessi funzionari della Soprintendenza nel 2009, segnalando movimenti franosi in corso, affermarono che l'intervento di consolidamento effettuato in somma urgenza tre anni prima aveva impedito sì la perdita del monumento, ma non sarebbe stato sufficiente a impedire movimenti e probabili crolli delle strutture verticali. Ma dalle stanze romane nessun segnale. Sembra la triste cronaca di un crollo annunciato.