Ieri a Roma un altro passaggio cruciale verso una legge che ha in gestazione l'organismo che dovrà costruire il Museo Carrarese restaurando il Castello. Contorti passaggi burocratici, progetti di vendita di un pezzo di storia della città che il ministro Castelli aveva posto nella lista delle alienazioni, in quanto ex carcere, bene di competenza del Ministero di Grazia e Giustizia da cartolarizzare, hanno cristallizzato una situazione sempre più cronica di degrado. Grazie all'impegno del deputato Antirea Colasio, del senatore Paolo Giaretta, grazie alla spinta di tutti i parlamentari padovani di ogni colore, grazie infine alla sensibilità del ministro Urbani, il Castello è passato alla competenza dei Beni Culturali. Ora la legge che sta per essere promulgata farà nascere la Fondazione a cui sarà affidata la gestione dei lavori di restauro. Ieri a Roma Ivo Rossi per il Comune, Massimo Giorgetti per la Provincia, una rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio hanno partecipato all'audizione davanti alla settima commissione. «Era necessario - fa presente Colasio -mostrare al ministero l'interesse degli enti locali in quanto rappresentanti della comunità per riconquistare un bene prezioso, voluto fortemente dalla città, con un forte interesse dell'Università e una serie di finanziamenti già attivati. L'incontro è servito a far pressione per la calendarizzazione della legge, La Fondazione Cassa di Risparmio ha stanziato da tempo 2 miliardi di vecchie lire, un finanziamento l'ho procurato io attraverso una leggina e altri fondi sono stati individuati grazie all'impegno del senatore Giaretta». Oggi la disponibilità finanziaria destinata ad avviare il restauro di questa grande opera si aggira attorno ai 15 miliardi di vecchie lire. «Non basta questa cifra al restauro del Castello - nota Colasio - ma è sufficiente a far partire la Fondazione e a intervenire su quella parte dell'area monumentale che il tempo e l'incuria stanno cancellando».E' intervenuto anche il Soprintendente ai Beni Monumentali, Monti. Ha lanciato un vero e proprio grido d'allarme «se il proprietario fosse un privato - ha detto - la Soprintendenza lo costringerebbe a compiere un immediato restauro a sue spese. Il Castello sta crollando gli affreschi del Trecento sono a rischio».