Siracusa Dopo più di un anno di indagini, i carabinieri del Nucleo regionale di Tutela del Patrimonio Culturale, nel corso di un'operazione che hanno battezzato "Aitna", hanno denunciato ventisette tombaroli, due dei quali sono stati posti agli arresti. Non si tratterebbe di persone che agivano singolarmente ma di una vera e propria organizzazione, che operava sfruttando la sigla dell'Area, l'Associazione Regionale per l'Ecologia e l'Archeologia, con sede a Lentini. Tutti gli indagati risultano iscritti a tale associazione che nel suo statuto si pone la missione di vigilare sui siti archeologici. Ma la vigilanza in questo caso sarebbe stata solo la scusa per potersi muovere indisturbati in quei luoghi e portare via i reperti di maggiore interesse che sarebbero poi stati venduti al mercato clandestino per cospicue somme di denaro. I carabinieri, però, hanno ricostruito l'illecito commercio e raccolto nei confronti degli indagati prove che ritengono inconfutabili. Non è stato semplice. L'appartenenza all'Area, infatti, consentiva alle ventisette persone finite sotto inchiesta di godere di una certa fiducia anche da parte delle forze dell'ordine. Bastava mostrare il tesserino dell'associazione per avere libero accesso ai siti e totale libertà di movimento. Ma evidentemente è accaduto qualcosa che ha acceso i sospetti e da quel momento ogni mossa degli iscritti all'associazione è stata monitorata con estrema attenzione. È così che sono emerse le responsabilità a carico delle ventissette persone che adesso rischiano di finire sotto processo con l'accusa di essersi impossessati di reperti archeologici vendendoli al mercato nero a collezionisti. Per due, colti in flagranza di reato, sono scattate le manette. I carabinieri li hanno sorpresi mentre si impossessavano di reparti archeologici portati alla luce nella Necropoli di Camarina nel territorio della provincia di Ragusa. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno posto sotto sequestro ventiquattro metal-detector, una branda, che è uno strumento utilizzato dagli archeologi per sondare vaste aree per localizzare nel sottosuolo le tombe antiche e l'eventuale presenza di metalli. (s.c.)
SICILIA - Vendevano i reperti trovati negli scavi indagate 27 persone
I carabinieri hanno condotto un'operazione contro ventisette persone sospettate di essere tombaroli. L'operazione, chiamata "Aitna", è stata condotta nel corso di un anno di indagini. I carabinieri hanno denunciato che le persone erano iscritte all'Associazione Regionale per l'Ecologia e l'Archeologia, che in realtà era una scusa per potersi muovere indisturbati in siti archeologici e portare via reperti di maggiore interesse. I carabinieri hanno ricostruito l'illecito commercio e raccolto e hanno trovato prove inconfutabili. Due persone sono state arrestate e ventisette sono state poste sotto inchiesta.
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