Il Museo del Parco nazionale del Pollino scambiato per sala da ballo? È una burla, visto il periodo carnascialesco, o è la verità? Il fatto sarebbe stato denunciato anche alla Stazione dei carabinieri. E secondo i denuncianti, che prima lavoravano all'interno del museo stesso, c'era un preciso intento di sfruttare i locali i per i tradizionali "fistini" di Carnevale. L'assessore alla Cultura Luigi Sirimarco, però, si difende: «È una vera e propria falsità afferma perché già il "fistino" di domenica sera si è svolto nella palestra comunale». Chi avrebbe denunciato l'utilizzo non proprio consono dei locali museali, invece, non avrebbe avuto remore ad affermare il contrario, diffondendo in merito anche una nota: «L'assessorato alla Cultura si legge dopo un attento studio in materia di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale, ha ritenuto opportuno chiudere il Museo "San Sozonte", licenziare ben quattro giovani studiosi di archeologia, da anni impegnati nello ricerca sulla valorizzazione del territorio e trasformare la sede museale in sala da ballo. All'interno della struttura, però, sono conservati, proprio nella sala individuata per i "fistini", importantissimi reperti archeologici, provenienti dal Monastero bizantino di San Sozonte, regolarmente denunciati e catalogati dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria». Che fine faranno questi reperti, di proprietà dello Stato, temporaneamente lasciati in deposito al Museo? È la domanda che si sono posti i giovani. «Il fatto più grave proprio secondo loro è che il Museo San Sozonte è stato realizzato con finanziamento del Parco nazionale del Pollino, che ne detiene il possesso trentennale mediante regolare contratto d'uso stipulato tra l'Ente e il Comune di San Sosti. A tal ragione, non può essere utilizzato con finalità diverse previste dalla convenzione». L'assessore Sirimarco, però, controbatte: «Per questa macroscopica bugia mi difenderò nelle sedi opportune, se necessario denunciando chi ha messo in discussione il mio operato». La "querelle", insomma, sembra solo alle prime battute. Nelle prossime ore sarà interessante vedere come la situazione si evolverà, fermo restando che se realmente i beni destinati alla cultura vengono così utilizati, meglio evitare di spendere paroloni ad ogni piè sospinto: ci si potrebbe accontentare di sapere direttamente la verità...
SAN SOSTI - Museo "San Sozonte" scambiato per sala da ballo?
Il Museo del Parco nazionale del Pollino è stato utilizzato come sala da ballo durante il Carnevale, secondo denunce. L'assessore alla Cultura, Luigi Sirimarco, si difende affermando che è una falsità. L'assessorato alla Cultura ha licenziato quattro giovani studiosi di archeologia e ha deciso di trasformare il museo in sala da ballo. I reperti archeologici conservati nel museo sono stati regolarmente denunciati e catalogati dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria. Il fatto più grave è che il Museo San Sozonte è stato realizzato con finanziamento del Parco nazionale del Pollino, che ne detiene il possesso trentennale.
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