Arte violentata. Opere d'inestimabile valore storico e culturale che spariscono nel nulla, trafugate da ladri capaci d'infilarsi con scaltrezza nei luoghi di culto per mettere a segno i loro "colpi". A contrastare questo genere di reati resi ancor più vili dalla profanazione delle chiese ci pensano, in Calabria, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza. I militari agli ordini del capitano Raffaele Giovinazzo, del resto, si sono da tempo specializzati nel ricostruire gli svariati "viaggi" compiuti dalle opere d'arte rubate, riuscendo poi a ritrovarle nei posti più impensabili, a centinaia di chilometri di distanza dalla loro legittima "residenza". Ieri mattina, nella sala conferenze della Soprintendenza, a Palazzo Arnoni, il capitano Giovinazzo ha illustrato alla stampa gli ultimi risultati conseguiti nella difficile battaglia di contrasto agli Arsenio Lupin in azione nelle chiese calabresi. Nel corso dell'incontro con i giornalisti, è emerso che sono state un centinaio le opere d'arte, trafugate in chiese del Cosentino e del Vibonese, recuperate dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale della Calabria e del Piemonte. In particolare, sono stati ritrovati un crocifisso d'argento, risalente al 1781, un confessionale del diciottesimo secolo ed una cornice in stile barocco. Questi preziosi reperti erano stati rubati nella chiesa di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni in Fiore. Scoperte anche due tele di una pregevole Via Crucis, provenienti da Drapia. Ma i controlli degli esperti in divisa hanno portato anche al recupero di due statue raffiguranti angeli, risalenti al diciottesimo secolo, e di due preziosi candelabri, tutti provenienti dalla chiesa di San Rocco di Giaveno (Torino). Grazie alle investigazioni coordinate dal procuratore capo di Cosenza, Dario Granieri, e dal pm Giuseppe Cozzolino, sono finiti sotto inchiesta tre uomini, due piemontesi e un calabrese, denunciati a piede libero per ricettazione. Le indagini, tuttavia, sono partite nel 2006 e continueranno ancora, visto che con molta probabilità altre persone avrebbero preso parte al vasto traffico di opere d'arte nel mirino degl'inquirenti. Durante la conferenza stampa, il capitano Raffaele Giovinazzo s'è soffermato su un altro aspetto a volte trascurato: la necessità di una corretta e puntuale catalogazione dei beni storico-artistici. Un'operazione da condurre con estrema attenzione, perché ha spiegato il comandante del Ntpc avere le "mappe" di questi tesori consente la loro rintracciabilità qualora venissero malauguratamente rubati. Il blitz contro i ladri d'arte è stato reso possibile anche dalla fattiva collaborazione dei carabinieri della Stazione di San Giovanni in Fiore, dipendenti dalla Compagnia di Cosenza e dal Comando provinciale diretto dal colonnello Francesco Ferace.