Viva lItalia, insomma. Sarà anche perché praticamente a costo zero: basta tirar fuori dagli armadi non scheletri ma foto depoca, brogliacci, una sciabola e un chepì, proclami e sentimenti, materiali in Liguria (ancor più a Genova) abbondanti. Così, nella settimana in cui il senso di appartenenza è, almeno per poco, sincero (di solito corrisponde a manifestazioni calcistiche e affini) da un Comune allaltro, attraversando la regione, si scorgono segnali risorgimentali (altro è interpretarli, magari metterli in pratica, 150 anni dopo), per cui offre a queste celebrazioni un proprio contributo, ideale e concreto. Centro della commemorazione è certo Genova, che fu autentico motore di quel movimento: domani la prima delle iniziative istituzionali, alle 10.30 con la seduta congiunta dei consigli comunale, provinciale e regionale nellantica sede del potere repubblicano, Palazzo Ducale. La cerimonia ufficiale nel Maggior consiglio, di fronte a duecento bambini e ragazzini, tra letture e testimonianze ottocentesche, precede di un giorno linaugurazione (mercoledì a mezzogiorno) di piazza Unità dItalia a Molassana, fresca di asfalto, panchine e aiuole tra le case di via Sertoli dove nel 1935 furono portati (di peso) gli abitanti di Ponticello.