Ogni voce del bilancio comunale dalle manutenzione agli asili nido, dallassistenza domiciliare agli anziani, come pure alle politiche culturali deve fare i conti con il Ministro dellEconomia, Giulio Tremonti, e con la sua politica di annichilimento di ogni autonomia finanziaria degli Enti Locali. Nonostante ciò, non ci si deve rassegnare a vivacchiare e sarà, dunque, compito del prossimo sindaco di Torino riorganizzare il bilancio comunale, ridefinirne le priorità di spesa, eliminare eventuali sprechi e duplicazioni, mettere mano a tutto ciò che consenta di massimizzare lefficienza della macchina comunale. Come ovvio, tra le priorità ci dovrà essere la garanzia di unadeguata e tempestiva manutenzione ordinaria e straordinaria della città. Voglio tuttavia dire a Boffano che non ha senso mettere in alternativa la manutenzione delle strade con gli investimenti per la cultura. Se cè una scelta che si è rivelata strategica nel ridisegnare il volto e limmagine di Torino, questa è proprio la straordinaria offerta di musei, teatri, rassegne cinematografiche e musicali, saloni e esposizioni internazionali, eventi creativi e centri di produzione culturale che oggi la nostra città mette a disposizione dei torinesi e dei tantissimi ogni anno di più che dallItalia e dal mondo vengono a visitare Torino. E con il 150 dellUnità dItalia lofferta si arricchirà di altri nuovi eventi. Così, non solo è cambiata la qualità della vita cittadina, ma si sono anche attratti rilevanti flussi turistici e generate nuove attività commerciali, alberghiere, di servizi terziari. Mettere in discussione tutto ciò, invocando come alibi la ristrettezza delle risorse pubbliche, sarebbe irresponsabile. E io, se sarò eletto sindaco, non intendo in alcun modo ridurre linvestimento in questo settore, che anzi mi propongo di sostenere in ogni modo, promuovendo nuove iniziative di eccellenza, ogni forma di creatività e facendo delle politiche culturali una leva per ridurre la distanza che troppo spesso separa il centro della città dai suoi quartieri popolari e di periferia. Per realizzare questo obiettivo ambizioso e appassionante mi rivolgerò allintera città chiamando a raccolta Università, banche e fondazioni bancarie, imprese e professioni, società civile e cittadini in una straordinaria stagione di "mecenatismo culturale" che alle risorse pubbliche disponibili possa aggiungere ingenti risorse private, nel comune obiettivo di far sì che Torino sia, ancor più di oggi, una capitale europea di cultura. Candidato sindaco per il centrosinistra